Migranti africani in paese da un paio di settimane ma nessuno se n’è accorto. Sono una ventina di giovani tra i 20 e 30 anni, dislocati in tre appartamenti.

Migranti africani a Rivolta

Sono una ventina, tutti dell’Africa Subsahariana tranne un eritreo. Giovanotti tra i 20 e 30 anni, francofoni, alloggiati in tre appartamenti. Sono arrivati un paio di settimane fa, attraverso la cooperativa bresciana “A domicilio”, che ha affittato spazi da privati in via Pozzo, via Brunelleschi e via San Francesco. Con loro uno psicoterapeuta di Treviglio per sei ore al giorno.

Il sindaco: “Bravi ragazzi, nessun disagio”

Il sindaco Fabio Calvi ha ricevuto la chiamata della Prefettura che avvertiva dell’arrivo dei migranti. Ma nessuno ne sapeva niente, nemmeno le opposizioni. “Non abbiamo tenuto nascosto nulla, credo che sulla nostra pagina Facebook la notizia sia uscita – ha spiegato – Ma non ci sono stati disagi, sono bravi ragazzi e sono anche passato a salutarli. Arrivano da Messina, qualcuno ha cominciato a vederli in giro. Stiamo provvedendo alla documentazione necessaria per utilizzare queste persone in lavori socialmente utili per la comunità.  La cooperativa si è dimostrata molto disponibile”.

Aperto un bando per l’accoglienza

“Quando l’Amministrazione aveva chiesto se c’era disponibilità di alloggi nessuno si era fatto avanti e  il Comune non ha spazi idonei – ha continuato Calvi – Ma probabilmente la cooperativa a furia di insistere li ha trovati. Questa è quella che si chiama la “via emergenziale”. Noi invece abbiamo deciso di seguire quella del cosiddetto “Sprar”, in cui il Comune recita un ruolo attivo. Infatti abbiamo indetto un bando aperto alle cooperative che si occupano di migranti, forse parteciperà anche “A domicilio”. Sarà stilato un progetto di accoglienza e, se lo Stato lo approva, vengono stanziati i fondi. E’ anche prevista una clausola per cui se arrivano in questa modalità non ne possono arrivare altri. A marzo vedremo. Intanto però ci sono questi ragazzi, in numero corretto: la legge parla di un’incidenza pari a 2,5 per mille e su ottomila rivoltani fanno una ventina”.