L’intitolazione di una via a Giovanni Bianchi sarà sottoposta all’attenzione dell’Amministrazione Comunale

Una serata per ricordare Giovanni Bianchi

Un ricco e poetico amarcord quello dedicato a Giovanni Bianchi, scomparso nel luglio scorso, organizzato dalla lista civica dei Giovani Sestesi giovedì sera, nella Sala degli Affreschi di Villa Visconti d’Aragona. A condividere ricordi e aneddoti con un centinaio di sestesi c’erano Fiorenza Bassoli, Giorgio Oldrini, Lorenzo Gaiani e l’avvocato Giuseppe Melzi. Per tutti loro Bianchi è stato un amico, il maestro, il modello, la guida. «L’eredità di Bianchi si compone di molte cose – ha detto Paolo Vino, segretario dei Giovani Sestesi – Ma quello che ha lasciato a tutti e alla città è la “sestesità”, un termine da lui coniato che significa impegno civile e solidarietà, concretezza e responsabilità. Un concetto che noi Giovani Sestesi abbiamo fatto nostro e seguiamo nella nostra attività politica».

Per Oldrini, ex sindaco di Sesto, Giovanni Bianchi «era un punto di riferimento condiviso dalla città, capace di interpretare e leggere le situazioni, un uomo che assomiglia al camminante descritto nei versi del poeta spagnolo Antonio Machado: non c’è il cammino, il cammino si fa camminando. E Bianchi non aveva paura di camminare nella vita».

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I relatori della serata dedicata a Bianchi: Giorgio Oldrini, Lorenzo Gaiani, Ottavia Molteni, Paolo Vino, Fiorenza Bassoli, l’avvocato Giuseppe Melzi

L’ultimo libro di Giovanni Bianchi

La senatrice Bassoli ha parlato dell’ultimo libro di Bianchi: «La Resistenza senza fucile». «Ci ha lasciato in eredità un’ultima riflessione: come trasferire alla nuova generazione valori fondamentali come quello della Resistenza».

La proposta dell’intitolazione di una via

Dopo aver condiviso ricordi e aneddoti l’ex sindaco Giorgio Oldrini e il segretario dei Giovani Sestesti hanno avuto la stessa idea: proporre all’amministrazione comunale di intitolare una via a Giovanni Bianchi. “Un uomo che era un punto di riferimento riconosciuto in città sia dalla destra che dalla sinistra, dai cattolici agli atei, la personalità di Bianchi e le sue idee mettevano d’accordo tutti. Il suo lavoro e l’eredità che ci ha lasciato meritano un riconoscimento”.

La giunta Di Stefano è reduce delle polemiche per l’intitolazione di una via a Bettino Craxi e di un giardino a Gianfranco Miglio, l’ideologo della Lega Nord.