Il bullismo è una piaga del nostro mondo giovanile. Tanti i ragazzi che ne sono vittime, troppi coloro che non hanno il coraggio di chiedere aiuto. Con conseguenze spesso terribili. Gli adolescenti sono i primi che devono scendere in campo per  combatterlo. Ed è così che è nato il progetto che ha visto gli studenti del Giordano Bruno come capofila e promotori dell’evento.

Cancelliamo il bullismo

Ieri, mercoledì, si è tenuta la prima fase del progetto che ha coinvolto, oltre al Giordano Bruno, l’Istituto comprensivo di Rodano-Settala, quello di Inzago,  di Vignate, l’Enaip di Melzo, il Distretto socilae 5, Itinera 2.0 e il Comune di Melzo che ha patrocinato l’evento. Alla mattina gli organizzatori hanno incontrato gli studenti, pari età e più giovani, coinvolgendoli in una mattinata fatta di dibattiti e riflessioni. Per l’occasione sono stati invitati psicologi ed esperti, come gli agenti della Polizia postale che hanno inquadrato il problema cyberbullismo. Un incontro molto partecipato con il Teatro Trivulzio che ha accolto centinaia di giovani.

Parlare con le famiglie

La seconda fase, invece, è stata la sera stessa. Sempre al Trivulzio i ragazzi del Giordano Bruno si sono rivolti ai genitori, alle famiglie, a coloro che spesso non si rendono conto delle situazioni che i figli stanno passando. Anche in questo caso c’è stata una prima parte di confronto, alla presenza di psicologi, educatori e del comandante della Polizia Locale Flavio Rossio. Quindi la la Compagnia teatrale “Personaetatis” si è esibita in uno spettacolo di riflessione sul tema del bullismo e, a seguire, si è tenuto il dibattito vero e proprio.

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Il progetto Rehab non si ferma qui

Quello di ieri è stato il primo evento pubblico promosso dal team di studenti che ha aderito al progetto Rehab (Respect, education, and honesty against bulling). Partito per partecipare a un concorso indetto da Regione Lombardia, il percorso degli studenti non si è fermato e hanno continuato a lavorare per portare avanti il progetto. Tra le altre iniziative messe in campo uno sportello d’ascolto tenuto proprio dai ragazzi, una web radio (CyberNet), un sito web e spettacoli teatrali per sensibilizzare sul tema.

Tutto in mano ai ragazzi

Coordinati dalla professoressa Cristina Ballotta, gli studenti si sono messi in gioco per acquisire le competenze e, al tempo stesso, mettere a disposizioni le proprie capacità per dare forza al progetto. Oltre una quarantina i ragazzi coinvolti. Tra di loro spicca il lavoro di Cristina Gullo, Chiara Barillari, Maria Victoria Pollini, Michele Mantione, Alisea Magni, Stefano Bonazzoli, Alessandro Barbera, Laura Clemente, Enrico Girelli, Giorgia Pozzi, Nicolò Magrin, Fabio Meroni, dei Personaetatis e dei tecnici Samuele Ricky.