Il Controllo si è presentato a Pozzo. Ieri sera, giovedì, il presidente del sodalizio e il referente della Martesana hanno incontrato i cittadini per illustrare il progetto.

Il Controllo del vicinato

“Non siamo sentinelle, non siamo vigilantes, non facciamo ronde”. Ha messo subito in chiaro in che ambito opera il Controllo del vicinato, il referente per l’area della Martesana Rodolfo Principi che ha spiegato ai pozzesi che hanno affollato la sala delle colonne del plesso scolastico “Ali della Libertà” in cosa consiste il progetto.

Collaborare tra vicini e allertare le forze dell’ordine

Per illustrare il Controllo del vicinato, Principi ha raccontato come comportarsi. “Se sento un rumore nella casa dei miei vicini prima mi accerto che non siano i padroni di casa e poi chiamo le forze dell’ordine – ha spiegato – Questo richiede una certa collaborazione. Devo avere il numero del vicino e un minimo di relazione. Non intervengo direttamente, ma cerco di farmi sentire in modo che i malviventi sappiano che sono stati scoperti”.

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Un progetto che arriva da lontano

Le radici del Controllo del vicinato sono anglosassoni. Il progetto è infatti nato negli Stati Uniti negli anni ’60, approdando in Europa negli anni ’80. “A far nascere l’iniziativa – ha raccontato nel corso della serata il presidente dell’associazione Leonardo Campanale – E’ stato un caso di cronaca in cui molte persone avevano assistito a un delitto ma nessuna aveva allertato le forze dell’ordine pensando l’avessero fatto altri”. Da lì l’idea di una collaborazione tra residenti della stessa realtà. Il Controllo di vicinato, infatti, è rivolto alla creazione di una rete di controllo tra i residenti di piccoli gruppi di abitazioni o di un condominio.