Oggi è il giorno giusto per abbandonare la chat della classe dei tuoi figli. Forse. Una vicenda milanese riportata da GiornaledeiNavigli.it, fa davvero riflettere

La chat della classe dei tuoi figli…

La chat di classe tra genitori, se utilizzata incautamente, può essere fonte di guai, tanto da comportare l’espulsione di una bambina da una scuola. E’ quello che è accaduto questa settimana in un asilo paritario milanese in cui una famiglia si è vista la bambina di quattro anni espulsa e un altro figlio di due anni depennato dalla lista dei futuri iscritti dell’istituto privato.

Il commento sul gruppo della classe

Colpa, secondo quanto riportato nelle pagine milanesi del Corriere della Sera, di apprezzamenti poco lusinghieri sulla coordinatrice della scuola postati nella chat di classe dalla mamma: “Ma dai, chi vuoi che se la pigli…”. Evidentemente qualcuno ha provveduto a rendere noto alla direttrice il messaggio e da qui sono partiti i provvedimenti di “recesso per giusta causa” comunicati con una raccomandata dell’avvocato della scuola “per tutelare l’onorabilità e l’immagine della coordinatrice”.

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L’intervento degli ispettori

Di contro anche la famiglia dei figli espulsi ha preannunciato un’azione di richiesta danni ritenendo il provvedimento della scuola “sproporzionato”; nell’attesa dell’intervento annunciato degli ispettori del ministero, come non dar ragione a Massimo Gramellini che nel suo incipit odierno narra: “L’unica ragione per cui la Bibbia non inserisce le chat dei genitori tra i flagelli divini è che al momento in cui fu scritta non si poteva immaginare che gli esseri umani si sarebbero spinti tanto in là.”

Matteo Persivale