A ritirare il premio Girgio Tarantola, il figlio di Umberto, che oggi gestisce la libreria con il padre

La libreria Tarantola premiata

La Libreria Tarantola non è conosciuta solo in quel di Sesto, ma in tutta Italia. Tanto che venerdì sera, 26 gennaio, a Venezia, Giorgio Tarantola è stato scelto tra centinai di librai per ricevere il prestigioso Premio per Librai Luciano e Silvana Mauri.
La giuria della dodicesima edizione del premio ha scelto Tarantola perché ha raccolto l’eredità di famiglia, perché la sua è una delle più antiche librerie italiane, e infine perché ha mantenuto il forte legame costruito nel corso degli anni con la città e il territorio.

Emozionato e orgoglioso Giorgio Tarantola, che venerdì è partito da Sesto alla volta della Fondazione Giorgio Cini nell’Isola di San Giorgio Maggiore, proprio qui, infatti, ogni anno si svolge uno dei seminari più importanti tra i librai italiani.

Chi è Giorgio Tarantola

Giorgio Tarantola, 49 anni, è il figlio di Umberto che nel 1942 ha aperto la libreria omonima a Rondò, ormai un’istituzione. Giorgio è nato e cresciuto a pane e libri: «La mia è una famiglia di librai da secoli, una storia che mi ha pesato sulle spalle. Non ero sicuro di intraprendere questa strada, infatti ho studiato economia, ma poi è stato chiaro che il mio posto era in libreria». Da quando è al timone della libreria ha ripreso vecchie e sane abitudini di famiglia, come il premio Bancarella e l’editoria, ma soprattutto ha deciso di sdoppiarsi. «Proprio di fronte alla libreria di piazza IV Novembre abbiamo aperto una libreria dedicata solo ai bambini e ai ragazzi, dove organizziamo anche eventi speciali come laboratori e attività ad hoc». Ma anche nella libreria storica non ci si limita alla vendita dei libri: «Organizziamo numerose presentazioni, i lettori così possono incontrare gli scrittori». Giorgio organizza anche mostre mercato all’interno delle scuole del territorio: «E’ un modo per raccogliere fondi e dare la possibilità alle scuole di avere ed ampliare la loro biblioteca». Alla libreria Tarantola si respira ancora un’aria all’ «Agata e la tempesta», (film di Soldini ndr), un posto dove chiedere consigli e discutere di libri e letteratura.

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La storia della libreria Tarantola

I Tarantola sono una famiglia storica di librai, ci sono tracce della famiglia a partire dal 1859, è un lavoro che è passato di padre in figlio fino ad arrivare ai nostri giorni. Le origini sono a Montereggio e Pontremoli in provincia di Massa e Carrara. “Da qui i miei avi partivano
con le gerle, delle ceste colme di libri e andavano nelle grandi città a venderli – ha raccontato Giorgio Tarantola – A fine ‘800 ci sono state le prime bancarelle e poi è arrivata la prima libreria. Per non farsi concorrenza hanno aperto librerie in città diverse. Fino ad arrivare a Sesto nel 1942”.

I Tarantola hanno costituito il premio Bancarella, uno dei premi più importanti del panorama letterario in Italia insieme al Campiello e allo Strega.
«E’ nato nel 1953 perché i Tarantola avevano aperto librerie in città diverse e volevano avere un motivo per rivedersi una volta all’anno e di ritornare al paese d’origine della famiglia, a Montereggio. Allora è venuta l’idea di creare un premio da un punto di vista diverso, non quello del critico, ma quello del librario. Ha un’importante valenza storica perché sono i librai che votano. Si premia il libro che può essere più commercialmente apprezzato dai lettori».