Circa una sessantina di persone hanno scelto di trascorrere in maniera diversa la Festa della Liberazione. Niente scampagnata o grigliata con gli amici, ma maniche rimboccate per mettersi al lavoro nel Campo dei sogni. Insieme al Gruppo missionario Le Formiche di Melzo, infatti, intere famiglie hanno smesso i panni quotidiani per indossare quelli da… contadini.

Un Campo dei sogni aperto a tutti

“Campo aperto”, questo il titolo della giornata che i volontari del gruppo missionario hanno scelto. Perché l’idea era quella di coinvolgere la Comunità nelle operazioni di semina. Insalata, melanzane, peperoni, pomodori, ma anche mirtilli, arachidi e tanto altro ancora, prodotti biologici che saranno coltivati e messi in vendita. Con un fine ben chiaro: raccogliere fondi per sostenere le missioni.

Al lavoro nelle serre

Stamattina, e per l’intero arco della giornata, alla colonia delle formiche si sono aggiunte forze fresche, alcune freschissime. Bambini, ragazzi, adolescenti e genitori che hanno preso in mano una paletta o un pennello per piantare gli ortaggi o sistemare le parti che avevano bisogno di una rinfrescata. Una delle grandi novità del Gruppo missionario, poi, è la realizzazione di serre per permettere una più veloce produzione.

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Pranzo insieme e via al pomeriggio

Al termine della mattinata pranzo insieme all’oratorio Sacro Cuore, un po’ di meritato riposo e giochi per io più piccini, e poi di nuovo sotto con i lavori. C’è bisogno di tutti e il Campo è aperto a tutti. Basta recarsi in viale Lussemburgo e stringere la mano agli altri “contadini” per un giorno.

Tra un mese la vendita

Fra un mese, poi, sarà possibile raccogliere il frutto della propria fatica. Infatti comincerà la vendita, prevista in settimane e tutti i sabato mattina. Soldi che verranno impegnati per le missioni sostenute dalle Formiche in giro per il Mondo.
“Chiunque abbia voglia di rimboccarsi le maniche e di stare in compagnia è ben accetto – hanno raccontato i volontari – C’è sempre bisogno di forze fresche per darci una mano a raggiungere un sogno… coltivandolo”.