Novello sacerdote. Don Alberto Ravagnani ha celebrato stamattina la sua prima Messa dopo l’ordinazione di ieri, sabato, in Duomo. Domenica di festa per la comunità di Brugherio.

Novello sacerdote

Parrocchiani, ragazzi dell’oratorio e amici hanno gremito la chiesa di San Carlo per la funzione, presieduta dal novello don, con lui gli altri sacerdoti che operano a Brugherio. La città quindi ha accolto il ragazzo cresciuto in oratorio e la giornata continuerà con il pranzo comunitario e la replica del musical “Erano circa le quattro di pomeriggio”, che ieri sera, sabato, ha riscosso grande successo.

I consigli

“In te c’è la passione che il Signore ha nello sprecare tempo per le persone che vale la pena ascoltare – ha rimarcato nell’omelia il coadiutore, don Pietro, che ha trascorso un anno in città  -. La tua umanità ti fa avvicinare con questa caratteristica a Gesù. Poi non so se doveva mangiare un determinato tipo di yogurt o di frutto, o quanto ci impiegasse a vestirsi i fare la valigia. Su questi aspetti invece hai ancora da lavorare”.

La misericordia di Dio

Poi un ultimo consiglio. “Guardando te il mondo si aspetterà di vedere Gesù Cristo – ha aggiunto – . Dovrai ricordare alle persone che non c’è peccato superiore alla misericordia di Dio”. Grande emozione, rotta dagli applausi che hanno chiuso la funzione, durante l’eucarestia e la comunione.

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“Ho visto il Signore nelle vostre parole e nei vostri abbracci”

“Penso sia doveroso da parte mia spendere qualche parola per rendere grazie a voi perché la mia vocazione qui è nata, coltivata e oggi sbocciata – ha detto don Alberto a fine Messa – Ho visto il segreto della felicità e voi nella mia vocazione. Il Signore mi ha raccolto e io ho deciso di seguirlo fino in fondo. Io ho visto Lui in voi, nelle vostre parole, abbracci e cura”.

Muggiò, Sesto San Giovanni e il carcere di San Vittore

Poi i ringraziamenti a tutta la comunità, ai sacerdoti e agli amici e professori del seminario. Ha ripercorso gli ultimi anni, passati anche per Muggió, Sesto San Giovanni e il carcere di San Vittore. “La mia vocazione nasce dalla nostalgia di riscoprire l’essenziale che troppo presto viene sommerso dalle incombenze della vita e dagli impegni”, ha concluso, riprendendo il Piccolo principe.

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