Il sindaco di Sesto San Giovanni è sul piede di guerra contro il rincaro del biglietto urbano della metro annunciato da Beppe Sala.

Di Stefano: “Pronti a istitutire una Ztl”

“Se Milano non tornasse sui suoi passi creeremo la Ztl su viale Marelli, per far pagare i milanesi che entrano a Sesto”. Tuona Roberto Di Stefano. “Giuseppe Sala è anche sindaco della Città Metropolitana. E non può farlo a giorni alterni: da una parte vuole allargare il bike sharing ai Comuni dell’Hinterland, promuovendo il dialogo; dall’altra, invece, prende scelte unilaterali sui costi dei trasporti, che andranno a pesare sulle tasche dei cittadini, anche sestesi».

Sestesi trattati come utenti di serie B

Il messaggio che il primo cittadino di Sesto ha “recapitato” a Palazzo Marino è stato chiaro. “Il dialogo per l’introduzione della tariffa unica della metro è già stato aperto: un sestese che prende la Linea 1 da Sesto Fs o da Rondò spende ora 1,90 euro: 40 centesimi in più per una manciata di chilometri. Lo troviamo ingiusto. E Milano che fa? Aumenta il biglietto urbano da 1,50 a 2 euro? Il tutto senza coinvolgere i Municipi confinanti toccati dalle linee della metropolitana? È una cosa assurda. Protesteremo con forza”.
Lo stesso Di Stefano, assieme all’associazione Sesto Migliore, nelle scorse settimane aveva proprio promosso una raccolta firme per dire basta a questa «discriminazione tariffaria”, che aveva visto l’adesione di un migliaio di sestesi. Segno che il tema è molto sentito in città. “In Comune ho già ricevuto numerose mail di cittadini preoccupati per questo aumento del costo del biglietto – ha aggiunto sempre Di Stefano – Senza dimenticare che la Linea 1 avrà in futuro un nuovo capolinea, a Bettola. Cosa vogliono a Milano? Introdurre la terza tariffa? In passato avevo incontrato Sala, con cui avevamo iniziato a parlare di “modello Londra”, con tariffe legare al chilometraggio. E invece vengono annunciati questi aumenti”.

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“Rimaniamo aperti al dialogo, ma…”

Quella legata alla Zona a traffico limitato in fondo a viale Monza rimane per ora una provocazione. Ma potrebbe non esserlo più in futuro, se Milano procedesse dritta (e da sola) sulla sua strada. “Noi, come Amministrazione comunale, rimaniamo aperti al dialogo: aspettiamo l’ufficialità dopo il passaggio in Consiglio a Milano. Ma se l’aumento rimanesse, siamo pronti, come Sesto, a reagire”.