Emilio Colantuoni, unico imputato per l’omicidio Nista, è stato condannato all’ergastolo oggi, lunedì.

Condannato all’ergastolo

Il giudice, oggi, lunedì, ha pronunciato la sentenza: ergastolo. L’unico imputato al processo era Colantuoni. E’ stato condannato dal giudice per l’omicidio volontario e premeditato di Giuseppe Nista, colognese ucciso il 10 maggio 2012 a Vimodrone, in via dei Mille.

Prove schiaccianti

Le prove a carico dell’imputato erano diverse. Oltre al profilo del Dna trovato sul casco abbandonato durante la fuga a seguito dell’omicidio, che combacia con quello di Colantuoni, infatti, a suo carico ci sono anche le intercettazioni telefoniche e ambientali, i filmati delle telecamere della zona (LEGGI QUI L’ARTICOLO) e le dichiarazioni dei testimoni.

Il movente

Il movente non è ancora emerso (LEGGI QUI L’ARTICOLO), tuttavia il Pm Alessandro Pepè ritiene che Colantuoni abbia compiuto quel gesto per soldi. Dalla testimonianza della vedova di Nista, infatti, sembrerebbe che l’imputato avesse ricevuto 100mila euro per l’ucciderlo.

Il processo

Il processo era cominciato a luglio (LEGGI QUI L’ARTICOLO). Durante le udienze, l’ultima è quella di stamattina (LEGGI QUI L’ARTICOLO), il Pm ha chiamato diversi testimoni, dagli operatori ecologici che hanno trovato il casco, ai militari del Nucleo investigativo di Monza che hanno gestito le indagini. Hanno parlato anche la ex moglie e l’ex datore di lavoro di Colantuoni e la vedova Nista (LEGGI L’ARTICOLO). Alla fine Pepè aveva chiesto l’ergastolo (LEGGI L’ARTICOLO).