Il suono delle sirene e degli applausi: i funerali di Pinuccio La Vigna.

Il suono delle sirene e degli applausi: i funerali di Pinuccio La Vigna

Le lacrime le hanno trattenute a forza, ricacciate dentro gli occhi lucidi. Qualcuno i singhiozzi li ha nascosti sotto il suono delle sirene, quando il corpo dei volontari si è schierato per ricordare Pinuccio La Vigna, morto sotto quella trave maledetta che crollando ha ucciso il pompiere venerdì sera a San Donato Milanese. Le sirene dei mezzi come note del Silenzio di lutto.

Piazza Puccini si è riempita

Non solo di divise, ma anche di persone che avevano incrociato Pinuccio, che avevano avuto la fortuna di incontrare il suo sorriso e le sue parole. Ma anche di gente che nulla sapeva di lui, ma che ci è voluta essere, a dire grazie a uno sconosciuto che ha perso la vita mentre faceva il suo dovere, come dicono i colleghi. Un dovere da volontario. Pagato solo dalla passione e dalla soddisfazione di tornare a casa dopo il turno di notte per dire “anche oggi ho aiutato qualcuno”.

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La chiesa gremita

La chiesa Maria Immacolata era piena, anche di colleghi arrivati da lontano, per celebrare il ricordo del loro compagno. Poi, dall’altare, la Preghiera del pompiere. Quella che parla di fiamme e di sacrificio, di rinuncia. “La nostra vita è il fuoco”. Parole che commuovono solo chi non conosce la vita dei pompieri, che vivono la caserma come un tempio sacro fatto di legami più forti del sangue. Le parole della preghiera non commuovono i pompieri, danno loro la forza per andare avanti. “Siamo uniti, come sempre”, dicono. “Lo dobbiamo a Pinuccio”.

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