Aveva postato su Internet una decina di video inneggianti l’Isis. Per lui, il pm del Tribunale di Milano Paola Pirotta ha chiesto una condanna a 3 anni e 6 mesi di carcere. Alla sbarra c’è il marocchino 35enne Omar Nmiki, arrestato nel 2017 nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Perugia poi finita in parte nel capoluogo lombardo per competenza territoriale.

A processo per video pro Isis

Nmiki – che è stato residente a Sesto San Giovanni, città nella quale ha anche lavorato per una ditta edile – è accusato di apologia e istigazione al terrorismo. Per lui la pubblica accusa ha escluso le attenuanti, “stante la gravità dei delitti” e il fatto che il 35enne non sia nuovo a problemi con la giustizia. Nel 2017, infatti, era stato già condannato per reati contro il patrimonio. Ma il marocchino era finito al centro pure di un’inchiesta sullo spaccio di stupefacenti. Diversamente, il legale di Nmiki ha chiesto per il suo assistito l’assoluzione, sottolineando come nei documenti video finiti agli atti non ci sia alcun contenuto penalmente rilevante.

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L’inchiesta partita da Perugia

L’imputato era stato arrestato nel marzo del 2017 assieme ad altre quattro persone, dei connazionali, che hanno scelto di essere giudicate col rito abbreviato a Perugia, dove era partita l’inchiesta. Stando alla ricostruzione fatta dagli inquirenti, i gruppo avrebbe condiviso immagini di combattimenti e di esecuzioni, di miliziani in preghiera o con il viso coperto da un cappuccio nero. I cinque avrebbero inoltre anche frequentato ambienti vicini ai centri sociali meneghini. Su uno dei due profili aperti dal 35enne erano stati postati video che “esaltavano la bellezza del martirio”. Di diverso avviso, come detto, la difesa dell’imputato.