Mezzo secolo o quasi a tagliar barba e capelli ai rivoltani, sempre col sorriso sulle labbra. Angelo Cerri, medaglia d’oro Avis e storico barbiere del paese, si è spento a 77 anni dopo lunga malattia.

Angelo Cerri storico barbiere

Sabato pomeriggio, nella parrocchiale che poche ore prima aveva ospitato anche la salma di Emiliano Mondonico, la comunità è tornata per salutare Angelo Cerri. Un altro rivoltano doc. Anche lui strappato troppo presto all’affetto della moglie Angela, dei figli Valeria e Pierluigi e dei tre nipoti. Anche lui lottava da diversi anni contro diverse patologie e, purtroppo, un blocco renale e intestinale questa volta non gli hanno lasciato scampo.
«Sin da quando aveva 12 anni aveva cominciato a lavorare come apprendista nel negozio della famiglia Sottocorno, in Porta Palladino – hanno raccontato moglie e figlia – I genitori lo avevano indirizzato lì perché di costituzione non adatta a lavori pesanti. Poi, quando è tornato da militare, si è messo in proprio». E da allora generazioni e generazioni di rivoltani sono passati a farsi sistemare il look da lui.

Un uomo rimasto nel cuore dei rivoltani

Tutti ne hanno un ricordo positivo e sui social network hanno postato in tanti commenti di rammarico per la sua scomparsa.
«Sono passati davvero in molti a farci visita a casa – hanno proseguito le due donne – E lo stesso in chiesa, un grazie di cuore a tutti. Ringraziamo anche i medici del nosocomio trevigliese che lo hanno accompagnato con dolcezza. In paese gli volevano tutti bene, era un uomo che aveva la battuta pronta per tutti e un sorriso».

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Medaglia d’oro Avis

Se non fosse stato per ragioni di salute, sarebbe ancora là, nel suo negozio con i ferri del mestiere in mano.
«Ha dovuto smettere – hanno concluso le familiari – In questi anni ha affrontato i problemi che aveva con grinta e coraggio. Poi mercoledì è caduto e lo abbiamo fatto ricoverare, ma non ce l’ha fatta. Era un uomo e un marito incredibile, sempre un fiore per la Festa della donna o un cioccolatino per San Valentino… Lascia un vuoto incolmabile».
Cerri era anche una persona generosa: portava lui le borse della spesa se vedeva una conoscente per strada. Si era anche iscritto all’Avis molto presto, raggiungendo il mirabile traguardo della medaglia d’oro. E l’associazione, il giorno delle esequie, gli ha reso giusto omaggio presenziando con il labaro. La salma è stata tumulata nel cimitero cittadino.