L’accusa è di disastro ferroviario colposo e omicidio colposo plurimo. Sono in quattro, i rispettivi vertici di Trenord e Rfi a essere finiti nel registro degli indagati per il deragliamento del treno 10452 che giovedì mattina era partito da Cremona, ma non è mai arrivato a Milano Porta Garibaldi.

Quattro indagati, un atto dovuto

Gli iscritti nel registro degli indagati, dalla Procura di Milano, sono Maurizio Gentile, Ad di Rete Ferroviaria Italiana e il direttore produzione Umberto Lebruto. Per Trenord, invece, sono stati indagati l’Ad Cinzia Farisè e il direttore operativo Alberto Minoia. Un “atto dovuto” per consentire ai loro periti di partecipare alle super perizie e alle autopsie delle vittime dell’incidente.

In attesa delle autopsie

Le famiglie delle tre donne rimaste uccise nello schianto, Ida Maddalena Milanesi(61enne di Caravaggio), Pierangela Tadini (50enne di Misano) e Giuseppina Alessandra Pirri (39enne di Capralba cresciuta a Pioltello), stanno ancora attendendo l’esito delle autopsie che verranno effettuate in questi giorni. Listati a lutto, intanto, i Comuni di Caravaggio e Misano, dove vivevano due delle vittime e dove erano conosciute e apprezzate.