Oltre 60mila volumi, un fondo antico lasciato in eredità da monsignor Luigi Villa, circa 39mila prestiti all’anno con 3.200 utenti attivi. Sono solo alcuni dei numeri della biblioteca «Franco Galato», a tutti gli effetti la casa della cultura gorgonzolese.

Una biblioteca che è un gioiello

Non solo per il contenuto, ma anche per il contenitore, un gioiello unico in tutta la Martesana. «La biblioteca sorge all’interno di uno degli edifici che vanno a comporre Ca’ Busca, già residenza della famiglia Serbelloni nel 1600 – ha spiegato la responsabile Monica Catellani – La biblioteca vi fu trasferita negli anni ‘80, al termine del restauro del palazzo. Nel 2013 fu intitolata alla memoria di Franco Galato, suo torico direttore prematuramente scomparso».

Un ambiente suggestivo, ma non solo

Mattoni a vista. archi e pavimenti d’altri tempi, un giardino interno e, soprattutto, il parco Sola Cabiati a fare da cornice. Fattori questi che rendono la biblioteca di Gorgonzola unica nel suo genere e meta gradita di tantissimi studenti, lettori o semplici e curioso visitatori. Ma fermarsi al contenitore non sarebbe corretto, perché all’interno di una cornice unica, in quasi 30 anni i direttori, il personale e le Amministrazioni che si sono succedute hanno saputo dipingere un quadro che è un capolavoro. «La nostra è una biblioteca particolare, con un patrimonio che negli anni è cresciuto e si è specializzato in alcuni settori come la poesia, la storia locale o la letteratura per ragazzi – ha continuato Catellani – In particolare in questo ambito bisogna sottolineare l’attenzione della responsabile Nadia Volpi che cura con particolare attenzione la scelta dei libri, trasformando questo settore in un nostro vero e proprio fiore all’occhiello».

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Altro che crisi del libro…

La nostra è unanimemente riconosciuta come l’epoca della crisi del libro, con la parola che è stata sostituita dall’immagine, la carta da uno schermo. Nonostante il numero di lettori sia in costante calo, la biblioteca riesce a mantenersi un servizio attuale e, soprattutto, ancora molto richiesto e ricercato. «I numeri sono in controtendenza visto che negli ultimi anni assistiamo a una crescita del numero di utenti e di prestiti – ha proseguito – Credo che il merito vada all’ambiente piacevole e accogliente, al personale che sa consigliare, ma anche ascoltare le richieste del pubblico. La biblioteca resta uno dei pochi servizi che può realmente definirsi “pubblico”, perché in grado di mettere a disposizione gratuitamente un patrimonio che è della collettività e perché si rivolge a un’utenza che comprende tutte le fasce d’età».

Di nuovo agibili gli spazi più antichi

E grazie ai lavori in corso in questi mesi la struttura di via Montenero è destinata ad arricchirsi ancora. Infatti da marzo torneranno a essere a disposizione gli spazi del piano superiore e del seminterrato, semi inutilizzati dal 2013.