Eccolo, il pacco di Natale milanese. Il biglietto Atm costerà due euro, dal primo gennaio 2019.
L’ipotesi arriva direttamente dalla Giunta di Milano,  con il sindaco Beppe Sala che venerdì mattina ha tracciato le linee guida per il bilancio, nell’ultima seduta dell’esecutivo milanese dell’anno.

Da 1,5 a 2 euro

L’idea è semplice: ritoccare il costo del biglietto Atm  (metro e mezzi di superficie) di un terzo. Passando da 1,5 a 2 euro a biglietto. L’alternativa, spiega il sindaco, è sostanzialmente che la Regione tramite fondi nazionali copra  la differenza, che si fa sentire sui conti del servizio.

Un balzello anche per i pendolari

Inutile dire che l’aumento, per ora comunque solo ipotizzato, ha già collezionato una buona serie di reazioni.  Il rincaro avrà probabilmente un peso importante anche per i trevigliesi che lavorano a Milano o che vi si recano occasionalmente.  Che si troveranno a pagare per ogni tratta una cifra superiore a quella di un identico viaggio in metropoli europee ben più ricche (e servite) della tutto sommato “piccola” Milano. A Parigi, per esempio, il biglietto “base” viene 1,90 euro.

Sorte: “Mani nelle tasche dei cittadini”

“Il sindaco di Milano Giuseppe Sala mette le mani non solo avanti ma anche nelle tasche dei cittadini milanesi”. Così l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Alessandro Sorte.

Garavaglia contro Sala

La Lombardia riceve dallo Stato per il Trasporto pubblico locale  poco più di 800 milioni di euro, ma investe per questo servizio oltre un miliardo e 200 milioni di euro” aggiunge l’assessore regionale all’Economia Massimo Garavaglia. “E’ evidente che, senza l’incremento della Regione, il biglietto del metro sarebbe già tanto sopra i 2 euro da anni. Sarebbe troppo facile rispondere al sindaco Sala di  incrementare a sua volta i fondi che gli gira la Regione, comprensivi di una grossa fetta di addizionale Irpef, pagata da tutti i cittadini lombardi, anche da quelli che abitano in Valtellina” prosegue.

Il nodo dei costi standard

“Gli chiediamo invece come mai il Governo sostenuto dal suo partito non aggiorna i costi standard con cui viene ripartito il fondo nazionale. Verrebbero alla Lombardia 400 milioni di euro in più. Beppe Sala suona quindi al campanello sbagliato” conclude Garavaglia.