L’Italia medaglia di bronzo Ue dell’export digitale. Solo un’azienda su dieci dispone di un sito destinato al commercio digitale.  Eppure gli strumenti abilitanti ci sono: dalle nuove norme Ue al Desk e-commerce di Assolombarda. 

Italia sul podio e-commerce

Le imprese italiane che esportano con l’e-commerce consegnano un primato al Paese (medaglia di bronzo dietro Austria e Lituania): tra le nostre aziende che utilizzano il web, infatti, il 55% vende in tutta la Ue le sue merci, contro la media europea del 44%. Quelle che si affacciano digitalmente nell’extra-Ue sono il 35%, conquistando all’Italia il secondo podio dietro il Portogallo.
A dirlo è l’ultima indagine Eurostat. E sono dati che dovrebbero suonare come sveglia per l’imprenditoria del nostro Paese, che invece soffre, in fatto di commercio digitale, di una gravissima arretratezza. Solo un’azienda su dieci dispone di un sito abilitato alla vendita web.  La media europea del 16% (siamo al quinto peggior posto nella Ue) e ciò, nonostante la presenza di aziende in rete sia pari al 72% del totale, contro la media Ue del 77%. Il risultato? Secondo l’Osservatorio export del Politecnico di Milano (dati 2016), la quota dell’export online non arriva nemmeno al 2% delle esportazioni totali.

Assolombarda e il desk e-commerce

Assolombarda Confindustria Milano, Monza e Brianza –  consapevole che occorra accorciare il gap – mette a disposizione il suo Desk e-commerce (innovazione@assolombarda.it – 039 3638222) che garantisce un supporto nella valutazione della fattibilità, grazie al Digital Checkup, e delle potenzialità della vendita online per lo specifico prodotto, (in collaborazione con gli esperti di Netcomm, il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano). Un aggiornamento costante sui temi legali, fiscali, di tutela dei consumatori, una consulenza sui bandi e gli incentivi in materia e sulle iniziative per l’aumento delle performance del proprio sito. L’affiancamento, in collaborazione con Assolombarda Servizi, la società di servizi di Assolombarda, nello studio e nella realizzazione di un e-commerce vincente per lo sviluppo del business sia sul territorio nazionale sia all’estero.

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Nuove norme Ue

Un trampolino per tuffarsi nel mercato digitale, approfittando anche delle novità dal Consiglio Ue, che ha adottato un pacchetto (due regolamenti e una direttiva cui adeguarsi a partire dal 2019) in materia di IVA ed e-commerce.
Le norme prevedono l’ampliamento di uno sportello.  Già esistente per la registrazione dell’IVA che libererà gli operatori online dall’obbligo di registrarsi in ciascuno degli Stati membri per vendere. Questo consentirà di sostenere costi pari a circa 8mila euro per ogni Paese-mercato. Le proposte permetteranno una riduzione del 95% degli oneri amministrativi. A carico delle società con un risparmio per queste pari a 2,3 miliardi di euro. Oltre all’aumento di 7 miliardi di entrate IVA per gli Stati membri.
Vantaggi anche per nuove imprese e Pmi. Per valori di vendite transfrontaliere online inferiore a 10mila euro l’anno, si applicherà l’IVA del Paese d’origine. Sarà anche soppressa l’esenzione per le spedizioni da Paesi terzi con valore inferiore a 22 euro. Giacché le imprese dell’Ue devono applicare l’IVA indipendentemente dal valore dei beni venduti.