Si è tenuta questa mattina l’assemblea pubblica indetta dal Comitato per il “no” al referendum sulla fusione dei comuni di Basiano e Masate. Una quarantina di persone ha riempito la sala consiliare del Municipio di Basiano in via Roma per ascoltare le ragioni del no e ricevere altri dati su cui riflettere in vista di domenica 22 aprile, giorno del referendum.

Referendum i perché del “no”

“È una scelta da cui non si tornerà più indietro – ha detto il presidente del Comitato per il No Maurizio Fogli – il voto che dovremo esprimere domenica dovrà essere consapevole di tutte le carte che ora sono sul tavolo”.

Il dibattito è stato quindi aperto dalla sociologa Stefania Cavallo, da anni attiva sul territorio della Martesana e residente a Basiano. “Se c’è qualcosa che in questi anni non avete detto usate il referendum di domenica per farlo – ha sottolineato – Per convincerci della bontà della fusione hanno utilizzato solo freddi numeri. Io sono dell’idea che bisogna coinvolgere le persone e capire i loro reali bisogni sul territorio”.

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“Conviene solo a Masate”

La palla è quindi passata all’ex sindaco Paolo Moretti, che ha voluto mostrare le differenti percentuali di tassazioni fra i due comuni.  “Da un punto di vista puramente economico questa fusione conviene soltanto a Masate – ha dichiarato – Le aliquote di Basiano sono nettamente più basse di quelle dei nostri vicini. A seguito della fusione si dovranno equiparare, obbligando gli abitanti di Basiano a una tassazione più alta e più bassa per i masatesi. Ad aumentare saranno anche gli stipendi di sindaco, vicesindaco, assessori e consiglieri. Il comune poi perderà terreni dal valore di circa quindici milioni. L’unica cosa che Basiano otterrà sarà un aumento di cassa: ai 400 mila euro attualmente a disposizione si aggiungeranno i 3,7 milioni detenuti da Masate. L’unica ipotesi realmente funzionale per noi era un’allargamento dell’unione con altri comuni limitrofi ma sicuramente non questa fusione”.