Grande nevicata del 1985. E chi se la dimentica? Sono passati esattamente 33 anni da quell’inferno bianco che paralizzò tutto il Nord Italia, provocando seri danni anche nel territorio della Martesana.

Grande nevicata Gazzetta della martesana 15 gennaio 1985

Grande nevicata 33 anni fa

Era il 13 gennaio del 1985 quando iniziò a nevicare. Non smise, giorno e notte, fino al 17 gennaio. Fu un fatto straordinario, che tutti si ricordano a distanza di così tanto tempo. Passato alle cronache come la Nevicata del Secolo. In una sola nevicata, che durò oltre 72 ore, caddero tra i 70 ed i 90 cm di neve. Il totale della coltre bianca caduta raggiunse livelli record: 20 centimetri a Genova, 30 a Venezia, 40 a Padova e Treviso, 50 a Udine e Vicenza, 60 a Biella, 80 a Bologna, 110 a Como, 122 a Varese, da 130 a 150 cm a Trento. A Milano, dopo 4 giorni e 3 notti di nevicata, il manto nevoso arrivava fino a 90 cm. Nevicò addirittura a Cagliari e in tutta la Sardegna.

Disagi in Martesana

La neve nel nostro territorio provocò grossi disagi. I trasporti pubblici andarono in tilt. Si alimentò un mercato nero di catene da neve, divenute introvabili nei consueti punti vendita. E i prezzi salirono alle stelle. Le scuole rimasero chiuse ovunque. Crollarono i tetti di molti capannoni (quello della ditta Elco a Inzago, ad esempio) e anche parte di quello dell’ospedale Marchesi, sempre a Inzago. Black out e Poste chiuse per due giorni a Trezzo sull’Adda. La Gazzetta della Martesana faticò parecchio a essere distribuita nelle edicole.

Il fatto più grave a Pessano con Bornago

A Pessano con Bornago crollò un capannone della Estigas, l’azienda che gestiva la fornitura di metano a tutta la Martesana. La neve che si era accumulata superava gli 80 centimetri. I danni furono ingenti. Sotto le macerie rimasero schiacciate due automobili, ma per fortuna non ci furono vittime, né feriti. Sempre a Pessano anche parte della copertura del setificio Scotti non resse il peso del manto nevoso.

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Termometro a -17 a Segrate

Così riposta la Gazzetta della Martesana del 15 gennaio: “La settimana scorsa, prima che sulla nostra zona si abbattesse la nevicata polare che ha sommerso tutti, a Segrate si è registrata la punta massima di freddo della nostra provinciale. Infatti il termometro è sceso fino alla punta massima di – 17”.

Un “bollettino di guerra”

A Brugherio crollò il tetto della bocciofila Dorderio, mentre alcune famiglie furono evacuate dalla Baraggia. A Cassano il sindaco dichiarò lo stato di calamità. Paura a Cassina de’ Pecchi dove minacciava di cedere il tetto della scuola primaria. A Vignate cadde un capannone a Cascina Gudo, coinvolgendo gli animali. Solo a Cambiago i crolli provocarono 5 miliardi di lire di danni. A Cernusco sul Naviglio alcune persone rimasero ferite in viale Assunta per la caduta di alcuni cornicioni. Sempre a Cernusco si schiantò al suolo il capannone della cooperativa Intermedia, che sarebbe dovuto essere inaugurato due domeniche più tardi. Andò perduto il 60 per cento del materiale, mettendo in ginocchio l’attività. E l’elenco potrebbe proseguire.