La partecipazione dei cittadini deve essere la base per partire in tema di Grandi opere. E la Lombardia, per un simile modello operativo, deve fare (come al solito) da apripista. A sostenerlo è Gianni Verga, presidente del Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano durante il convegno, organizzato dal Collegio stesso che si è tenuto giovedì a Palazzo Lombardia a Milano intitolato “Le grandi opere infrastrutturali, bisogno di interventi e novità introdotte dal dibattito pubblico”.

Grandi opere

Vi hanno partecipato circa quattrocento professionisti. “Il dibattito pubblico è oggi un obbligo sancito dalla legge – ha detto Verga – Uno strumento che deve essere considerato come un processo di partecipazione e confronto, della durata di 4 mesi, che prende il via nella fase di elaborazione del progetto di fattibilità quando le alternative progettuali sono ancora aperte”.

“Procedura per interventi tra i 200 e i 500 milioni”

“Una procedura che deve essere applicata per la realizzazione di opere che hanno un valore tra i 200 e 500 milioni di euro, in base alla tipologia d’intervento – ha aggiunto – Ci fa particolarmente piacere che la Lombardia e il suo presidente Attilio Fontana abbiano colto l’importanza di far conoscere e di far comprendere la valenza di questo importante provvedimento presentandolo, in forma ufficiale e istituzionale, a casa propria”.

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Esperienze attive dal territorio

All’incontro in rappresentanza è intervenuta a fare gli onori di casa anche l’assessora alle Infrastrutture e Trasporti e Mobilità sostenibile, Claudia Terzi. Ha ribadito l’importanza del provvedimento, auspicando la possibilità di incrementare la raccolta di istanze che derivano dalle esperienze attive del territorio.

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