Per il municio cinisellese non ci sono errori di calcolo sulla tassa rifiuti

Tari corretta

In merito alle notizie circolate in questi giorni sugli organi di stampa nazionali relative ai possibili errori nel calcolo della quota variabile della Tassa Rifiuti (TARI) sulle pertinenze delle abitazioni, il Comune di Cinisello Balsamo assicura attraverso la garanzia del vicesindaco e assessore al Bilancio Luca Ghezzi che “la quota variabile della Tassa Rifiuti (Tari) di quest’anno (2017) e degli anni precedenti è stata calcolata una sola volta per le abitazioni con pertinenze (box, cantine e solai), in conformità alla normativa di riferimento”.

“Nelle bollette della Tari anche negli anni precedenti non sono stati fatti addebiti ingiustificati e non si sono verificate duplicazioni” – ha aggiunto il sindaco Siria Trezzi – Ricordo anche che a Cinisello Balsamo a partire dal 2016 la Tari è diminuita grazie all’introduzione di una serie di azioni che hanno portato all’aumento della raccolta differenziata e quindi ad una diminuzione del costi del servizio”.

Fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio

Rilevare le inesattezze potrebbe non essere semplice. “Purtroppo le cartelle di pagamento dei vari Comuni hanno una veste grafica diversa tra loro e spesso sono poco trasparenti” chiosa Francesco Luongo, presidente del Movimento difesa del cittadino, che il 20 ottobre scorso ha lanciato la campagna ‘Sos Tari’ per assistere i contribuenti nella richiesta di rimborso. “Dopo aver esaminato il proprio avviso di pagamento, può essere anche utile consultare il regolamento che disciplina la Tari (DPR n. 158/99), oltre alla delibera annuale che fissa la tariffa nel proprio Comune.

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In ogni caso, le tariffe applicate nel Comune di Cinisello Balsamo sono regolarmente pubblicate sul sito istituzionale e possono essere riscontrate dal contribuente nel dettaglio degli importi indicati nelle bollette già in possesso.

 

La Tari gonfiata

Molti comuni hanno moltiplicato illegittimamente la tassa sui rifiuti, la Tari. Hanno applicato più volte su un singolo immobile, applicandola anche su garage, soffitte e cantine, la quota variabile che caratterizza questo tributo. Il problema riguarda anche alcune grandi e medie città: Milano, Napoli, Catanzaro, Cagliari, Ancona, Rimini e Siracusa, in modo trasversale da Nord a Sud e a prescindere dal colore politico di chi guida i comuni.

Il Dipartimento finanze del ministero dell’Economia emanerà «in tempi molto brevi un documento di chiarimento sulle modalità’ di corretta applicazione della Tari». È quanto si apprende da fonti Mef le quali precisano che sono già’ previste modalità per chiedere i rimborsi qualora un Comune non applichi la tassa in maniera corretta. I chiarimenti si precisa ancora onde evitare interpretazioni diverse da parte di singoli comuni.

A scoprire quest’abuso è stato un parlamentare del Movimento Cinque Stelle, il pugliese Giuseppe L’Abbate. Il suo commercialista gli aveva segnalato l’anomalia commessa nel comune dove risiede, Polignano a Mare. Lui ha quindi chiesto chiarimenti con un’interrogazione a cui è stato risposto che «la parte variabile della tariffa va computata solo una volta, considerando l’intera superficie dell’utenza, composta sia dalla parte abitativa che dalle pertinenze situate nello stesso comune».