Addio partigiano Cesare Beretta, “ha lottato per la libertà”. L’annuncio della sezione di Cernusco di Anpi, il 95enne era partito da Pioltello.

Addio partigiano Cesare Beretta

La triste notizia è di oggi, martedì 14 maggio 2019. “Con grandissimo dolore diamo l’annuncio della scomparsa del nostro partigiano Cesare Beretta, una vita spesa all’insegna della lotta per la libertà, la dignità, l’onestà, accanto alla sua amatissima Giuseppina – ha sottolineato la sezione Riboldi Mattavelli – Con Cesare scompare l’ultimo combattente del Corpo Volontari della Libertà di Cernusco. Ma Cesare continuerà a vivere nelle idee e nei racconti, tanti, che ha saputo trasmetterci. Di lui e dei nostri partigiani porteremo avanti i valori e la memoria, proseguiremo nella nostra attività culturale e politica, continueremo a tener viva la loro storia… per un futuro che sia di libertà, pace, dignità per tutti. Grazie Cesare! Un abbraccio fortissimo alla famiglia, in particolare alla cara Giuseppina”.

Il partigiano Cesare Beretta con l’allora sindaco Eugenio Comincini al termine del corteo del 25 Aprile di tre anni fa

Si unì ai partigiani a vent’anni

Nato a Pioltello nel 1924, nel 1944 Cesare, insieme a Ulderico Colombo e Mario Spada, partì da Pioltello in direzione Piemonte per unirsi ai partigiani e combattere in montagna contro il nazi-fascismo. Dopo una serie di collegamenti con alcune bande partigiane di Saluzzo, riuscì ad approdare al Montoso ed entrò ufficialmente nella IV Brigata Garibaldi I Divisone Cuneo “Leo Lanfranco”, dove assunse il nome di battaglia di Alfredo. In montagna, sotto la pressione senza tregua dei nazi-fascisti, Cesare sperimentò la fatica, il sacrificio, il rischio, la paura, ma, grazie al legame di fratellanza con i partigiani e al contatto profondo e generoso con la popolazione locale, si formò dal punto di vista umano e militare. Rimase in montagna fino al 23 aprile 1945, quando partì per la Liberazione di Torino.

Leggi anche:  Un mare di eventi al centro commerciale Acquario

Il ritorno e l’impegno in politica

Tornato a Pioltello nel maggio 1945, non ebbe vita facile e faticò a trovare un lavoro, sia per la situazione economica, dopo vent’anni di fascismo e l’eredità della guerra, sia per la sua militanza politica comunista. Caparbio e tenace, non si scoraggiò mai e si adattò a fare l’artigiano, l’operaio, il muratore. Contemporaneamente continuò a svolgere attività politica nella sezione del PCI di Pioltello, sia come semplice militante, attraverso la diffusione dell’«Unità», sia nelle rappresentanze istituzionali: dal 1958 al 1962 fu consigliere comunale e per anni fu nel consiglio dell’Asilo Gorra e dell’ECA a Pioltello, contribuendo con la propria correttezza, trasparenza ed etica a un’idea di politica onesta e al servizio degli altri.

L’arrivo a Cernusco

“Nel 1984, con la moglie Giuseppina e i due figli, si trasferì a Cernusco, distante dalla mondanità politica ma sempre disponibile a fare la sua parte, soprattutto con gli studenti, che invitava, con il suo sguardo pieno di vitalità e i suoi racconti appassionati e sofferti, a ragionare con la loro testa e a non farsi manipolare, a essere onesti e dignitosi in ogni circostanza, anche la più complicata”, ha sottolineato Anpi.

TORNA ALLA HOME PER LE ALTRE NOTIZIE DI OGGI