I primi passi nel mondo della pallacanestro li ha mossi a Pioltello e Cernusco. Ora Filippo Leoni, 33 anni, è il team manager dell’ Olimpia Milano Armani Exchange una delle squadre più importanti d’Europa.

Come è iniziata l’avventura nell’Olimpia Milano Armani Exchange?

«Sono entrato in società nel 2008 come assistente allenatore di due gruppi giovanili. Nel 2011 ho iniziato a collaborare come assistente del team manager, intanto continuavo ad allenare. Il grande salto è avvenuto nel 2013 quando mi sono dedicato in maniera più sistematica alla prima squadra facendo da dirigente per il settore giovanile. Dal 2017 svolgo unicamente il ruolo di team manager».

In cosa consiste il tuo lavoro?

«Essenzialmente mi occupo di tutta la vita della squadra al di fuori del lato tecnico. Ciò significa che sono il riferimento della società e dei giocatori per tutti gli aspetti esterni al rettangolo di gioco. Durante l’estate mi occupo di predisporre l’arrivo dei nuovi giocatori, dalla ricerca dell’appartamento alla scuola per i figli. Spesso quando si tratta di giocatori stranieri che sono in Italia per la prima volta hanno bisogno di un punto di riferimento al di fuori della palestra, specialmente per le loro famiglie: questo è solo uno dei miei compiti. C’è poi la parte logistica, l’organizzazione delle varie trasferte in giro per la Nazione e per l’Europa, infine la parte burocratica e il mantenere i contatti con le varie Federazioni e le società. Diciamo che la mole di lavoro è considerevole, ma negli anni si è creata una rete di relazioni che mi permette di muovermi con maggiore dimestichezza. Quando un giocatore scende in campo, oltre alla sua condizione fisica e alla sua preparazione tecnica, ci sono altri fattori esterni che possono incidere».

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Il resto della lunga intervista a Filippo Leoni la trovate sul giornale in edicola e nella versione online per Pc, Smartphone e Tablet. 

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