Applausi e lacrime hanno accompagnato l’ultimo saluto a Ugo Genchi, stimato carugatese che si è spento improvvisamente venerdì 10 gennaio.

Applausi e lacrime per l’ultimo saluto

Stamattina, lunedì 13 gennaio, la chiesa di Sant’Andrea Apostolo era piena in ogni ordine di posto per le celebrazione del funerale del 68enne deceduto a seguito di un’improvvisa malattia.  Rappresentanti della politica locale, membri di associazioni, cittadini comuni e tanti giovani hanno voluto essere presenti alle esequie per stringersi intorno ai familiari di Genchi, la moglie Carla e i fratelli. Grande la commozione dei presenti che hanno assistito alla funzione celebrata dall’arciprete don Claudio Silva che bene conosceva Ugo e che lo ha voluto ricordare con parole importanti.

“Ha reso bella la città di cui era innamorato”

“Ugo è ancora qui, in mezzo a noi, con la sua vita piena di iniziative che hanno reso bella la città di cui era innamorato – ha detto don Claudio durante l’Omelia – Una persona discreta e sensibile, che non si metteva in mostra, una persona che dava valore alle sue parole e alle sue iniziative. Amava questo paese, non lo chiamava città per il rapporto familiare che era riuscito a costruire. Aveva costruito un luogo stupendo, la biblioteca, in cui era protagonista. Un luogo dove le realtà hanno trovato il giusto ambiente di dialogo, riflessione e confronto. La figura di Ugo è una ricchezza per tutta la comunità”.

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Il testamento spirituale di Genchi

Pochi giorni prima della sua scomparsa, Genchi ha inviato una mail al prete. Missiva che è stata letta durante la celebrazione. “Il suo testamento spirituale”, lo ha definito don Claudio, poche righe dense di significato che hanno colpito dritte il cuore dei presenti.

Ringrazio il Signore che ha voluto donarmi un’anima generosa e buona che mi ha fatto guardare i fratelli con sentimento di rispetto, attenzione e amicizia e che mi ha permesso di impegnarmi in campo sociale e culturale. Sento che si avvicina il giorno in cui il Padre mi chiamerà a nuova vita. Prego la comunità di ricordarmi nelle loro preghiere. Conforta mia moglie e i fratelli, il dolore e la sofferenza, se c’è speranza, non sono mai disperazione.

Un sincero e commosso applauso ha concluso la celebrazione, attestato di stima e di affetto per un uomo che tanto ha fatto per gli altri senza chiedere nulla in cambio.

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