Autovelox su viale Fulvio Testi: parte la “class action” dei multati. Presentato ricorso al Tar tramite un avvocato milanese: i cinquanta ricorrenti chiedono la rimozione dei dispositivi e l’annullamento dei verbali.

Ricorso al Tar contro gli autovelox “vampiri”

Arriva un nuovo importante capitolo della “telenovela” legata agli autovelox di viale Fulvio Testi, a due passi da piazzale Istria e dal ponte delle ferrovia, sia per andare verso il centro di Milano sia verso Sesto San Giovanni e Monza, dove la velocità alla fine dello scorso anno è stata ridotta dai 70 ai 50 chilometri orari, con la conseguenza che centinaia di automobilisti si sono visti recapitare multe su multe, anche per un totale di migliaia di euro, con decurtazioni dei punti dalla patente. Lunedì, l’avvocato Raffaello Ricci, per conto di una cinquantina di ricorrenti, ha notificato al Tar il ricorso contro l’installazione degli autovelox. Un’iniziativa che si aggiunge alle decine e decine di ricorsi già presentati al Giudice di Pace e al prefetto.

“Procedimento amministrativo illegittimo”

“Si tratta di un atto che è frutto dello spirito civico ed espressione della volontà di un gruppo di cittadini per far sì che il giudice competente accerti le plurime illegittimità del procedimento amministrativo che ha portato Milano ad attivare un autovelox del quale non si avvertiva la necessità”, ha spiegato Ricci. Infatti il Codice della strada prevede che con gli autovelox gli enti locali debbano prevenire l’incidentalità di alcuni tratti di strada pericolosi, e non – come è avvenuto in viale Testi – per “rimpinguare” le casse comunali.

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“L’installazione degli autovelox è stato un errore”

“In quel tratto di strada non si verificano incidenti da diversi anni e le macchine già procedono a velocità limitata proprio perché vi sono due semafori successivi. L’installazione degli autovelox è stato un errore”, ha aggiunto l’avvocato. Nel ricorso è stata chiesta anche la sospensione dell’utilizzo degli autovelox; una prima decisione dovrebbe arrivare entro due mesi. “Se il Tar ci dovesse dare ragione, tutte le multe già pagate e i punti tolti dovranno per forza essere annullati. Siamo fiduciosi che il giudice riconosca l’illegittimità dell’operato del Comune di Milano”, ha concluso il legale.