L’autostrada Brebemi sembrerebbe ancora in crisi nonostante l’aumento del traffico. I Verdi puntano l’indice contro il suo bilancio.

Brebemi nel bene e nel male: i dati Aiscat dicono +20.6% di traffico

Come riporta il Giornale di Treviglio numeri in crescita per l’Autostrada della Bassa: secondo i dati Aiscat (Associazione italiana concessionarie autostrade e trafori) l’anno scorso la A35 ha visto una crescita a due zeri per quanto riguarda i transiti, rispetto al 2017. La crescita è stata del 20,6%, dato migliore tra tutte le autostrade italiane. La media nazionale autostradale è stata di + 0,4% (2018 su 2017). La crescita sui mezzi pesanti è stata invece del 2.3% in Italia.

“L’autostrada preferita del Nord Italia”

“Questi dati confermano che A35 Brebemi diventa sempre più l’autostrada preferita nel Nord Italia, non solo dai mezzi pesanti, per sicurezza e tempi certi di percorrenza, con un aumento in percentuale molto superiore alla media nazionale e secondo solo alla crescita del Traforo del Gran San Bernardo (+31,6%)” spiega la società in una nota. “Nel frattempo la crescita degli investimenti lungo l’arteria prosegue anche dopo la presentazione della ricerca Agici di febbraio che ha testimoniato questo trend, con importanti realtà che si insedieranno nei prossimi mesi in questa area, portando ulteriori posti di lavoro e un aumento sostanziale del PIL sul territorio”.

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“Tariffe troppo alte, ora diventi un’opera pubblica”

Preoccupazione è invece stata espressa dal gruppo dei Verdi, che nei giorni scorsi ha diramato un comunicato sulla situazione finanziaria di Brebemi, evocando scenari piuttosto inquietanti. “Le tariffe di Brebemi sono doppie rispetto agli altri concessionari autostradali. Sarebbe opportuno ridurle per aumentare il traffico ed evitare così che questa autostrada resti una grande opera inutile e diventi invece finalmente un’opera pubblica” spiegano Elena Grandi e Dario Balotta, candidati di Europa Verde alle prossime Europee. La cristi di Brebemi “si protrae dal 2012 ovvero da prima dell’apertura al traffico di questa infrastruttura nel 2014. Da allora tutti i bilanci sono stati chiusi in perdita e i costi d’esercizio e finanziari sono stati nettamente superiori ai ricavi: complessivamente in sette anni le perdite ammontano a 240,7 milioni di euro. Anche il 2018 ha registrato un rosso di 38,1 milioni. Dati negativi che permangono nonostante la crescita di traffico del 20%” concludono i Verdi. A pesare sui conti soprattutto il maxi mutuo da 1,5 miliardi di euro.

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