Casello di Agrate: un inizio d’anno senza aumento del pedaggio. Come per il resto della autostrade e tangenziali italiani i rincari sono stati congelati. Almeno sino alla fine di gennaio 2019.

Casello di Agrate, niente aumenti di pedaggio

Per ora non c’è l’auspicata cancellazione del pedaggio alla barriera di Agrate ma con il 1° dell’anno i pendolari, così come quanti usufruiscono saltuariamente della Tangenziale, non avranno a che fare con il “solito” aumento del pedaggio autostradale. Solitamente puntualissimo come l’arrivo del nuovo anno. Pedaggio che, ricordiamo, ha già raggiunto la bella cifra di 2 euro. Quest’anno la società Milano-Serravalle e Milano-Tangenziali ha deciso infatti di rimandare eventuali ritocchi alle tariffe anche perché è in corso una trattativa con il Governo che riguarda in generale i pedaggi autostradali e i loro adeguamenti. In una nota la società precisa comunque che la  sospensione deriva dalla “volontà di compensare, almeno in minima parte, i disagi arrecati all’utenza dalla chiusura parziale della Tangenziale Ovest di Milano, disposta per effettuare interventi di manutenzione straordinaria al viadotto di Rho”.

Un anno fa la protesta

La manifestazione di protesta dei sindaci davanti al casello di Agrate della tangenziale Est nel gennaio del 2018

Un anno fa, ricordiamo, i sindaci di diversi paesi scesero in strada  –  spalleggiati dai cittadini – per protestare contro l’ennesimo aumento. Le cose, però, col tempo non sono cambiate. Due euro costava allora il pedaggio e due euro costa oggi. Pensare che nel 2010 costava soltanto 1,50 euro, facile quindi far di conto e capire come sia aumentato ben più del tasso d’inflazione. Adesso arriva lo stop, per ora temporaneo, a nuovi adeguamenti. Gli automobilisti incrociano le dita e sperano che il nuovo Governo possa riuscire là dove tutti i precedenti hanno fallito: cancellare il pedaggio o, perlomeno, ridurre l’obolo in maniera sostanziosa. Anche in considerazione del fatto, come più volte sottolineato da chi si oppone ad ulteriori rincari (che col 2019 potrebbero essere di ben il 13,9%), che “la rete è vecchia e i costi sono stati ampiamente ammortizzati”.

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