Il caso Ananasso si è definitivamente afflosciato. Dopo le assoluzioni di gennaio, ieri, giovedì 19 marzo 2019 sono arrivate anche quelle per il reato di abuso d’ufficio, che vedeva coinvolti l’assessore Caglio e due funzionari pubblici.

Il caso Ananasso si è chiuso con l’assoluzione di tutti gli imputati

A fine gennaio si era sgonfiato di colpo e poi questa settimana il caso Ananasso si è definitivamente afflosciato. Con la sentenza del processo legato alla vicenda del chiosco situato nella frazione di Groppello al Pignone (l’area compresa tra il Naviglio e l’Adda) che ha portato alla assoluzione del vicesindaco Vittorio Caglio e dei due funzionari del Comune Marco Galbusera e Luigi Villa dalla accusa di abuso d’ufficio, dopo che a gennaio per l’assessore era già caduta quella per concorso in estorsione e per falso ideologico (ed era stato pure scagionato l’ex gestore delle attività temporanee al Pignone, Laurent Colombo imputato per estorsione), è stata messa la parola fine a una intricata vicenda giudiziaria.

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Lo stesso pubblico ministero ha chiesto l’assoluzione

Bisognerà infatti aspettare novanta giorni per ricevere le motivazioni che giovedì pomeriggio hanno portato il collegio giudicante di Lodi a dichiarare che i due funzionari non avevano commesso il fatto, mentre Caglio è stato assolto perché la sua azione non ha costituito un reato, ed eventualmente ricorrere in appello. Ma dato che è stato lo stesso pubblico ministero a suggerire al giudice di optare per l’assoluzione, e presumibile pensare che l’iter giudiziario si fermerà al primo grado di giudizio.

L’articolo completo sul numero della Gazzetta dell’Adda in edicola da sabato 23 novembre 2019 e nello sfogliabile online.

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