Come stanno i nostri ponti? Dopo Genova, la domanda se la pongono i parecchi anche nella Bassa e nel Cremasco. Sono tre quelli più attenzionati in zona: a Canonica, Treviglio e Soncino.

Il ponte sull’Adda

Il ponte che unisce Canonica e Vaprio, come lo vediamo oggi è nato 61 anni fa. Dieci anni prima di quello crollato a Genova martedì 14 agosto. Passato attraverso due guerre mondiali, fu demolito nel 1955 al fine di renderlo più adatto ai tempi. Nacque così il viadotto di oggi, inaugurato due anni dopo: in cemento armato, lungo 92 metri, ad un’unica campata, con una carreggiata ampia otto metri e una larghezza totale di 12,60. Nel 2006 è stato sottoposto alla “prova di stabilità”, superata a pieni voti. La proprietà del ponte è delle Provincia di Bergamo e di Milano, al 50%, che dunque si occupano anche della manutenzione. E negli anni lungo l’ex Statale 525 il traffico è aumentato esponenzialmente, tanto che si era pensato di attrezzarlo meglio. “Nel 2009 era stato redatto un progetto per una riqualificazione completa da un milione di euro, a carico delle due Province” ha spiegato Pasquale Gandolfi, consigliere con delega alla Viabilità e Grandi Infrastrutture della Provincia di Bergamo”. Ma il progetto è poi stato abbandonato, preferendo abbassare il tonnellaggio consentito.

Nella foto in alto, il dettaglio di uno dei cavi che sostiene il ponte.

Tra Soncino e Orzinuovi

La progressiva erosione dei pilastri del ponte sull’Oglio è evidente già da anni. Questo fenomeno è la conseguenza della scelta avvenuta negli anni Settanta per arginare le esondazioni. Allo scopo, l’alveo del fiume venne ristretto e delimitato da nuove massicciate. Ciò fece aumentare la pressione di scorrimento dell’acqua, favorendo la disgregazione dei pilastri per l’attrito del fiume. All’inizio degli anni Novanta è stata rinforzata la soglia idraulica del ponte, ossia è stato costruito un manufatto di massi pesanti e di calcestruzzo per proteggere la base di appoggio dei piloni sul greto dell’Oglio. Orzinuovi e Soncino hanno dovuto quindi correre ai ripari con un progetto ad hoc. Grazie ai contributi della Regione, sono già arrivati 100mila euro. L’altra metà del finanziamento a fondo perduto verrà erogata in fase di avanzamento lavori. “Il progetto definitivo è già stato approvato, ma alcuni Enti tra cui la Sovrintendenza ci hanno chiesto approfondimenti tecnici” ha spiegato l’ingegnere Giovanni Rossi, responsabile dell’Ufficio tecnico comunale. “Entro settembre contiamo di avere le autorizzazioni necessarie per bandire la gara e appaltare l’opera. Il progetto riguarda il rifacimento della soglia idraulica, ossia in parte con massi esistenti e in parte con quelli nuovi e rinforzando con calcestruzzo”.

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Il ponte della Baslini

E poi c’è il ponte di Baslini. Tra i più “attenzionati” dalla Provincia di Bergamo nella Bassa c’è il viadotto che dalla circonvallazione esterna di Treviglio scavalca la linea ferroviaria Milano-Venezia portando alla zona industriale. E sulle sue condizioni si discute da parecchio. “Il ponte Baslini ha la stessa età del ponte Morandi e passa sopra una delle linee ferroviarie più importanti d’Italia e, con l’apertura del casello Brebemi è sottoposto a un forte incremento di traffico” ha scritto in questi giorni la capogruppo Pd Laura Rossoni in una nota. “In assenza della tangenziale sud e del collegamento veloce con Bergamo, il traffico dei Tir ne costituisce una forte componente. Intervenire per la sicurezza è quindi fondamentale”.
Nel dettaglio, la Provincia dovrebbe stanziare gli 800mila euro necessari alla riqualificazione del cavalcavia il prossimo anno. A chiedere lumi sullo stato del ponte è stato in questi giorni anche il cittadino Massimo Ranghetti, cui l’Amministrazione ha risposto a stretto giro tramite una lettera aperta, mercoledì.
“Il manufatto è continuamente monitorato dalla competente struttura provinciale” rassicura il dirigente Pier Luigi Assolari. “Nella programmazione degli interventi prioritari sui ponti è individuato anche quello in argomento a cura della Provincia di Bergamo” ha concluso.