Consorzio di bonifica, aumenti in vista: colpa del global warming

Nei comparti in verde e in rosa, che coprono quasi tutta la Bassa, si pagherà qualche euro in più per la Bonifica.

Consorzio di bonifica, aumenti in vista: colpa del global warming
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Se qualcuno pensava davvero che a pagare per il global warming fossero soltanto i pinguini, dovrà ricredersi quando tra un mese riceverà la cartella del Consorzio di Bonifica della Media pianura bergamasca. Sono previsti aumenti in quasi tutta la Bassa, per far fronte agli interventi per ridurre il rischio di esondazioni durante le ormai note “bombe d’acqua” estive.  Gli avvisi di pagamento arriveranno nel giro di un mese.

Lavori straordinari per 3,5 milioni

E’ stato presentato infatti ieri dal presidente Franco Gatti, negli uffici di Bergamo, gli interventi per 3,5 milioni effettuati lo scorso anno per adeguare la rete idraulica della Bassa e non solo alle piogge sempre più brevi e intense, che in diverse occasioni negli ultimi due anni hanno messo duramente alla prova il sistema.

Lavori che hanno interessato quattro comprensori del Consorzio, due dei quali coprono quasi l’intera Bassa, eccezion fatta per i Comuni di Treviglio e Caravaggio. Per quasi tutti gli altri Comuni, chi più chi meno, con qualche eccezione anche all’interno degli stessi paesi a seconda della conformazione della rete, significherà un aumento medio della contribuzione dovuta al Consorzio stesso di circa il sette/otto percento. Pochi euro, alla fine dei conti, per la gran parte delle famiglie proprietarie di normali abitazioni. Qualche cifra più consistente invece per aziende con vaste superfici. Ma indispensabili per ridurre il rischio ed eventualmente l’entità di esondazioni come quelle che a ottobre scorso, e prima ancora nel 2016, avevano fatto parecchi danni anche nella nostra zona.

Pagano i cittadini beneficiari dell’intervento

“Le cifre richieste e iscritte a ruolo per il 2018 risentono di importanti interventi straordinari – spiega Gatti – Gli aumenti riguarderanno i contribuenti che beneficerano direttamente dei vari interventi. Purtroppo del resto sono stati interventi necessari che scongiureranno potenziali danni nella prossima stagione”. Nel dettaglio i comparti della Bassa interessati dai lavori e dagli aumenti della cartella esattoriale sono quelli della Gronda sud (da Brignano a Verdello, in verde nella mappa, dove i contribuenti dovranno colmare il milione di euro speso per riqualificare e ripulire la roggia Brambilla (ramo di Osio Sotto). Nel comparto della Dorsale (corrispondente all’intera sponda idrografica sinistra del Serio, quindi l’intera pianura a est del fiume e a sud del torrente Zerra: la Bassa orientale,  in rosa nella mappa) è stata invece necessaria la riqualificazione della roggia Martinenga (1,3 milioni). Gli altri comparti interessati sono la zona di Astino (interventi sullo scaricatore della roggia Serio) e l’Isola (per interventi realizzati in passato).

Un milione per trattare i fanghi

Totale degli interventi, completamente finanziati dal Consorzio e quindi ricaduti nelle cartelle: oltre 3,5 milioni di euro. Una fetta importante della spesa consiste peraltro nello smaltimento dei fanghi asportati dal fondo delle rogge. I tecnici del Consorzio hanno trovato letteralmente di tutto, nei fossi. Da copertoni usati a tonnellate di sacchetti di immondizia. I fanghi devono peraltro essere analizzati e trattati come rifiuti speciali, contenendo idrocarburi e vari inquinanti compresi i reflui biologici derivanti di “troppo pieno” delle fognature.

E’ il costo del cambio del clima

“La rete idraulica non è immodificabile e perennemente in equilibrio – spiega Gatti – Sono necessari continui interventi di adeguamento, pulizia e potenziamento. Del resto il clima si sta tropicalizzando, le bombe d’acqua che abbiamo imparato a conoscere spesso mettono a dura prova la rete idraulica della pianura. Passiamo da periodi di grande siccità come quello che stiamo vivendo, a piogge intense e brevi.” Ancora da capire se gli aumenti nei quattro comparti saranno confermati anche il prossimo anno. Per il “ruolo” del 2018 comunque, i contribuenti che hanno proprietà nei Comuni non interessati non dovranno versare più del solito.

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