Contro il trituratore di inerti è nato formalmente venerdì sera 2 agosto 2019 a Cassina de’ Pecchi un coordinamento sovracomunale. Esso avrà il compito di fare da regia alle azioni di tutti i cittadini, associazioni e gruppi politici che vi aderiranno presenti nei Comuni di Cassina, Bussero e Cernusco sul Naviglio.

Contro il trituratore

L’obiettivo è opporsi all’impianto per il trattamento di macerie da edilizia che la società Demid vorrebbe aprire in località Fornace, in territorio di Cernusco, ma sul confine con Bussero e a ridosso di Cassina, dove tra l’altro ci sono molte abitazioni, una scuola materna e il Plis della Martesana.  A tirare le fila dell’iniziativa sono stati i Verdi Martesana che venerdì sera hanno convocato l’incontro per la costituzione del nuovo organismo nella sala consiliare di Cassina.

Un fronte comune trasversale

All’interno del coordinamento è stato individuato un gruppo ristretto di rappresentanti di ciascun Comune che avrà i compiti più operativi. Vi partecipano tra gli altri Tommaso Chiarella (Verdi di Cassina), Daniele Cassamagnaghi (consigliere di minoranza a Cernusco), Milena Olini e Angela Costa (della minoranza consiliare a Bussero). Alla serata erano presenti anche rappresentanti dell’Amministrazione cassinese, tra cui la sindaca, Elisa Balconi, e la presidente del Consiglio, Eliana Capizzi.

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Raccolta firme e osservazioni

Queste ultime hanno lanciato l’idea di una raccolta firme da inviare a Città metropolitana (con l’obiettivo di arrivare a mille), per corroborare l’opposizione formale al trituratore. Una proposta che ha creato qualche scintilla politica in sala, visto che sarebbe stata intestata (per ragioni legali, come è stato spiegato) alla lista civica ViviAmo Cassina Sant’Agata che sostiene la sindaca leghista. Il principale obiettivo tuttavia, resta quello di cercare un esperto del settore insieme al Comune di Bussero che sia in grado entro il 31 agosto di presentare un’osservazione ampia e dettagliata e giuridicamente efficace che evidenzi tutte le criticità presenti nel territorio che rendono impossibile la collocazione di un trituratore di inerti in quel contesto. Tali considerazioni dovrebbero integrare l’osservazione che il Comune di Cassina ha già presentato a Città metropolitana.

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