Ma cosa succede all’interno di un capannone occupato per un rave party? Come si organizza una festa illegale? L’unico modo per dare risposta a questi interrogativi è entrare all’interno di un rave party.  Ecco cosa è successo tra sabato e domenica a Cernusco sul Naviglio.

Dentro al rave party

Siamo riusciti a metterci in contatto con una delle centinaia di persone che tra sabato e domenica si sono ritrovate in via Brescia per prendere parte alla festa abusiva.  Un giovane che non ha voluto rivelare la sua identità, residente in Provincia di Varese e appositamente arrivato a Cernusco per prendere parte al rave party.

E’ come andare in discoteca, ma non si paga

“Io il sabato lavoro e, la sera, mi organizzo per andarmi a divertire e trascorrere del tempo con gli amici – ha raccontato – Andare a un rave party è come andare in discoteca, con la differenza che non si paga. In tanti pensano che si tratti di feste fuori controllo, invece all’interno ci sono delle regole non scritte. Un codice di comportamento che tutti devono tenere. Per esempio in discoteca capita che ti rubino il cellulare, a un rave no. Poi è chiaro che tanto dipende dalla testa delle persone. Non si possono controllare tutti”.

Ma cosa succede nel capannone

“La gente vede tutto da fuori, ma non sa cosa accade dentro  – ha continuato – La musica è solo uno degli aspetti della festa. C’è una vera e propria organizzazione interna, con bancarelle che vendono autoproduzioni. Ci sono anche i chioschi con il cibo e le bevande. Alcune cose sono a pagamento, altre no. C’è un biglietto di ingresso, ma il più delle volte serve per pagare le multe che potrebbero derivare dall’occupazione”.

Non avvengono solo cose illecite

“Tanti pensano che questi siano luoghi di droga e dissoluzione, ma non è così. Succede anche nei locali e nelle discoteche, non è diverso. La differenza sta nel fatto che noi scegliamo di occupare dei luoghi che, però, sono abbandonate o come le definiamo noi zone temporaneamente autonome. Lo sappiamo che è illegale, ma non vogliamo fare niente di male, solo divertirci”.

Leggi anche:  Rave party, in seicento a Liscate

Come funziona la “chiamata”?

“Si basa quasi tutto sul passaparola – ha proseguito – Il sabato sera finito di lavorare controllo il cellulare e vedo se arrivano messaggi di rave in quella data in zone raggiungibili. Quindi ci mettiamo in moto. C’è gente che viene da tutta Italia, anzi da tutta Europa per partecipare a queste feste”.

Degrado e atti vandalici

“I siti che occupiamo sono dismessi. SO di per certo che c’è una squadra dell’organizzazione che è chiamata a pulire tutto dopo la festa, armati di sacchetti raccolgono l’immondizia. Per le i vandalismi interni quello dipende dalle persone. L’ho già detto, c’è un codice da rispettare e non tutti lo fanno. I murales, invece, sono arte e chi li fa dentro sono gli stessi che lo fanno fuori sui muri”.

Organizzati anche in caso di malori

“Se uno sta male c’è una zona chill out dove vengono dati acqua, bevande calde, biscotti, bevande zuccherate, dove si può stare sdraiati o seduti. Se io mi sentissi male, i miei amici o la gente che sta intorno e se ne accorge mi accompagnerebbe in questa zona dove si prendono cura di chi non si sente bene”.

Gioventù bruciata?

“La gente ci punta il dito addosso perché non sa quello che succede dentro, si ferma solo all’aspetto esteriore e giudica senza conoscere – ha concluso – Di giovani in verità ce ne sono ben pochi, le età variano molto, ma il minimo per entrare è 18/19 anni”.