Dove partorire: il Papa Giovanni è al secondo posto in Lombardia. Torna la campagna informativa per aiutare le future mamme nella scelta dell’ospedale dove partorire. Sono molti i criteri di valutazione, ma Bergamo si conferma ancora tra i migliori.

Dove partorire? Al Papa Giovanni XXIII

Per quanto riguarda la questione dei parti e della gestione neonatale, tra gli istituti ospedalieri migliori nella Regione Lombardia c’è l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo che conta circa 4235 parti all’anno, secondo in classifica in numero di parti (quarto a livello nazionale), preceduto dall’Ospedale Maggiore Policlinico – Clinica Mangiagalli di Milano che conta circa 5906 parti annui.
Ma se estendiamo la visuale possiamo notare, invece, che l’ospedale bergamasco segue alla perfezione tutte le normative previste dall’Accordo Stato Regioni del 2010, e perciò risulta il quarto tra i migliori ospedali dell’intero territorio nazionale.

Cosa vogliono le future mamme

Se da un lato la gravidanza è una delle gioie più belle della vita di una donna, dall’altro richiede una gran cura e attenzione 24 ore al giorno 7 giorni su 7. Ecco perché le donne in maternità hanno bisogno di recarsi negli Istituti ospedalieri che la seguono al meglio e offrono numerosi e buoni servizi per il benessere della madre e del figlio durante il travaglio.

Indicatori di un buon ospedale

”Le autorità ministeriali hanno stabilito alcuni punti fermi che consentano di valutare la bontà di una struttura. In base all’Accordo Stato Regioni del 2010, i punti nascita devono eseguire almeno 1000 parti annui. I volumi di attività possono avere, infatti, un rilevante impatto sull’efficacia degli interventi e sull’esito delle cure, come dimostrato dalle evidenze scientifiche,” afferma Elena Azzolini, medico specialista in Sanità Pubblica e membro del comitato scientifico “Dove e come mi curo”. Inoltre bisogna tener conto anche della frequenza dei tagli cesarei che dovrebbero essere solo il 25% su 1000 parti o il 15% per gli ospedali che seguono meno di 1000 parti.

I dati reali

Tra i 461 ospedali che eseguono i parti, soltanto il 38% di questi seguono più di 1000 parti all’anno, di cui 43% al nord, 22% al centro e 34% al sud. Di questi 38% solo il 58% degli istituti ospedalieri seguono le indicazioni fissate sui parti cesarei.
Inoltre non si può tralasciare il forte divario interregionale che purtroppo esiste: infatti a differenza del nord con il 63% degli ospedali che registrano i dati positivi, le regioni centrali e meridionali registrano rispettivamente il 19% e il 18% dei valori adeguati.

Come capire se l’ospedale è efficiente

Come già si può immaginare, un buon ospedale è in grado di offrire un buon numero di servizi in tutti gli ambiti e settori sanitari. Le future mamme, d’altronde, cercano un personale competente e che assecondi i loro bisogni. Di conseguenza gli edifici ospedalieri, per essere valido da questo punto di vista, devono essere muniti analgesia epidurale 24 ore su 24, ma soprattutto di un’efficiente reparto di terapia intensiva neonatale. Inoltre deve essere consentito il rooming-in, ovvero quell’organizzazione ospedaliera che permette di lasciare il neonato nella stessa stanza della madre per tutto il giorno, senza lasciarlo nella stanza comune con gli altri bambini. Molto diffusa è anche la richiesta del parto in acqua, perciò l’ospedale dovrebbe essere munito di vasche affinché favoriscano questa richiesta. Inoltre, la possibilità di richiedere la raccolta del sangue del cordone ombelicale o, ancora, la presenza dei Bollini Rosa di O.N.Da (da 1 a 3), che segnalano l’attenzione per le esigenze femminili.

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Il Papa Giovanni XXIII

Nell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo tutti questi elementi sono disponibili. Eccellono soprattutto i servizi del parto in acqua (una delle tante modalità messe a disposizione dall’ospedale) e quello di emergenza a codice rosso. Molto efficiente è anche l’assistenza durante il travaglio, disponibile in qualsiasi momento della giornata.

Tutte queste informazioni sono presenti nel portale Dove mi curo.

La classifica

Le 5 strutture che in Lombardia effettuano un maggior numero di parti sono:

Ospedale Maggiore Policlinico – Clinica Mangiagalli di Milano (n° parti: 5906) (2° in Italia)
Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo (n° parti: 4235) (4° in Italia)
Presidio Ospedaliero Spedali Civili di Brescia (n° parti: 3234) (9° in Italia)
Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi di Milano (n° parti: 3215) (10° in Italia)
Ospedale Filippo del Ponte di Varese (n° parti: 3008) (12° in Italia)

Queste strutture rispettano anche la soglia per quanto riguarda la percentuale di tagli cesarei, che devono mantenersi inferiori-uguali al 25%, fatta eccezione per l’Ospedale Maggiore Policlinico – Clinica Mangiagalli di Milano che non raggiunge il valore per soli 2 punti percentuali.

Altre eccellenze regionali

La Fondazione Poliambulanza – Istituto Ospedaliero di Brescia, la Fondazione MB per il Bambino e la sua Mamma di Monza, l’Ospedale Niguarda Ca’Granda di Milano, l’Ospedale Macedonio Melloni di Milano, l’Ospedale Policlinico San Matteo di Pavia, l’Ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia, l’Ospedale Vittorio Emanuele III di Carate Brianza e il Presidio Ospedaliero Alessandro Manzoni di Lecco raggiungono performance molto alte sia per quanto riguarda il numero di parti (che deve mantenersi maggiore-uguale a 1000), sia per ciò che concerne le percentuali di tagli cesarei (che devono mantenersi inferiori-uguali al 25%).