Drammatizzazione nazista per la Giornata della Memoria. Scuola media di Cernusco protagonista del progetto: il cag si è trasformato in un campo di concentramento.

Drammatizzazione nazista per la Giornata della Memoria

Il Centro di aggregazione giovanile di via don Sturzo, a Cernusco, oggi, lunedì 28 gennaio 2019, si è trasformato in un campo di concentramento. Gli educatori del Cag stesso e Nico Acampora, per anni coordinatore e ora assessore, hanno interpretato il ruolo di Ss. Gli studenti di alcune classi della scuola media del Comprensivo Montalcini hanno partecipato alla drammatizzazione attivamente, diventando per l’occasione deportati. L’iniziativa si ripete da tempo e viene organizzata per la Giornata della Memoria, precedendo il viaggio di studenti e insegnanti a Mauthausen.

“Voi siete stuken, oggetti, e lavorerete per noi”

All’ingresso i ragazzi hanno abbandonato i loro giubbotti (come quando veniva ordinato ai deportati di spogliarsi), poi sono entrati nel salone interrato del Cag, diviso in piccoli scompartimenti (il campo di concentramento e le relative baracche). Acampora poi ha spiegato, insieme agli altri educatori, come avveniva la vita nel campo, utilizzando immagini storiche e altre più recenti, fotografie scattate durante i viaggi della Memoria. “Voi siete stuken, oggetti, e lavorerete per noi”, è la frase ripetuta agli studenti per far capire loro quanto fosse dura e disumana la vita nei lager (che in tedesco significa appunto magazzino). “Chi si rompe viene buttato – è stato spiegato -. Quindi chi era ferito o non in condizione di lavorare veniva ucciso”.

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Un pezzo di storia cernuschese

Acampora durante la drammatizzazione ha ricordato il deportato cernuschese Roberto Camerani, che per anni ha raccontato la sua drammatica esperienza nelle scuole. “E’ stato lui a dirci di far vivere a voi ragazzi queste cose, altrimenti rimarrebbero dei racconti sui libri di storia”, ha aggiunto Acampora. E’ stato fatto riferimento anche alla senatrice Liliana Segre, anche lei internata in un lager. Hanno assistito alla drammatizzazione anche il sindaco Ermanno Zacchetti e il preside Nicola Ferrara. “Siamo orgogliosi di partecipare a questa esperienza importante per la conoscenza della storia e per riflettere sul valore attuale del rispetto della dignità umana”, ha ribadito Ferrara.

Niente svastiche dopo le polemiche

Intorno al progetto si era scatenato un acceso dibattito politico. La Lega si era rivolta al Prefetto, il quale aveva chiesto al sindaco che dall’iniziativa venissero rimosse le svastiche e che Acampora non indossasse più la divisa da generale delle Ss. E così è stato. Al posto delle svastiche è stato ripreso il simbolo, una doppia x, utilizzato nel film “Il grande dittatore” di Charlie Chaplin. Invece Acampora ha vestito una camicia bianca con delle bretelle con cintura e fodera per la pistola (armi e manganelli presenti erano ovviamente finti).

 

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