Esposto in Procura sul biogas di Masate. A firmare il documento sono stati diversi comitati e gruppi che si oppongono all’installazione di un impianto.

Esposto in Procura

Legambiente Lombardia, Legambiente Adda Martesana, Comitato No biogas Masate, Comitato civico Gessate, Comitato No Biogas Inzago, Associazione X8 Miglio e Circolo Ecologico Cà Bianca. Sono i gruppi firmatari dell’esposto in Procura, presentato nei giorni scorsi, sul progetto dell’impianto di biometano di Energa Masate. Il documento fa richiamo al Piano territoriale regionale e al Piano paesaggistico regionale, ed è solo l’ultimo passo della battaglia che un gruppo di sodalizi sta combattendo contro l’installazione di impianti per la produzione di biometano sul territorio di Masate.

Sabato, domani, manifestazione a Bellinzago

La battaglia di Legambiente e dei vari gruppi e comitati non si combatterà però solo a colpi di esposti. Domani, sabato, i «No biogas» saranno alla rotonda di Bellinzago, a partire dalle 10, per una manifestazione con presidio contro questo tipo di impianti.  “Le battaglie si vincono se siamo tutti uniti”. E’ lo slogan degli organizzatori.
Giovedì, invece, i gruppi hanno organizzato una serata intitolata «Rifiutiamoli – No impianti biogas/biometano a Masate», che si terrà alle 21 nell’auditorium dell’oratorio di Masate.

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I dubbi della Regione

“Una risposta, quella pervenuta da Energa Masate che non possiamo assolutamente accettare e che richiede tutti i dovuti approfondimenti. Una vicenda questa, sulla quale intendo andare fino in fondo per capire le esatte motivazioni nell’interesse di tutti i cittadini”. Sulla vicenda è intervenuto duramente il presidente della Commissione regionale Ambiente Riccardo Pase che ha commentato la risposta negativa di Energa alla richiesta, inoltrata dalla Commissione Ambiente, di fornire la documentazione, tra cui anche il progetto definitivo. “Già in settembre la Commissione aveva audito sulla questione sia Legambiente sia Città Metropolitana – ha spiegato Pase – In quell’occasione, era emersa la necessità di compiere i dovuti approfondimenti proprio per valutare se un impianto di questo tipo sia compatibile con il territorio. La Commissione, svolgendo funzioni di controllo ha tutto il diritto di avere un quadro completo”.

 

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