A pochi giorni dall’insediamento dei nuovi organi, Fondazione Cariplo ha avviato la programmazione strategica per l’attività dei prossimi quattro anni.

Accorciare le distanze

Il primo passaggio è stata la condivisione di una visione incardinata sulla volontà di “Accorciare le distanze tra le persone e tra i territori”, come ha sottolineato il neo presidente Giovanni Fosti, in una società in cui “Aumenta il divario tra persone e territori che hanno accesso al benessere, alla cultura, a una qualità della vita migliore, e persone che ne sono escluse, così come sta crescendo il divario tra il centro delle città, le periferie e le aree interne, tra contesti ambientali più e meno vivibili, tra chi in condizioni di fragilità non può accedere ad alcune possibilità, e chi può farlo, tra i bambini che praticano una vita e un’alimentazione sempre più sana, e quelli che assistono inconsapevoli al peggioramento delle proprie condizioni di vita, tra chi aspira a una vita migliore, e chi ha disperatamente e implicitamente rinunciato al futuro”.

Gruppi di lavoro

Su questa base di valori, che i 28 membri della Commissione Centrale di Beneficenza hanno pienamente condiviso, si è attivata la fase di composizione dei gruppi di lavoro, e cioè le Commissioni Consultive che avranno il compito nelle prossime settimane di approfondire specifici aspetti, per giungere in autunno con un piano di programma.

LEGGI ANCHE: Cultura e ambiente, ecco i progetti finanziati da Fondazione Cariplo

Per ciascuna Commissione è stato indicato un coordinatore, scelto tra gli stessi componenti della Commissione Centrale di Beneficenza. Alberto Mantovani è il coordinatore della Commissione Ricerca Scientifica; Marco Rasconi per i Servizi alla Persona; Cesare Emanuel per l’area Ambiente; Andrea Mascetti per l’Arte e la cultura; Riccardo Previtali è il coordinatore della Commissione per la Gestione del Patrimonio.

Referenti del Consiglio di Amministrazione

Parallelamente sono stati individuati i referenti del Consiglio di Amministrazione: la vicepresidente Claudia Sorlini è la referente per le tematiche ambientali; il comasco Enrico Lironi per la Ricerca Scientifica; Davide Maggi per l’Arte e Cultura; Carlo Corradini per la Gestione del Patrimonio; Vincenzo De Stasio per l’Housing sociale, ambito da sempre strategico per la Fondazione; la vice Presidente Paola Pessina sarà la referente per l’Organizzazione della struttura operativa; il Presidente Giovanni Fosti è il riferimento per le tematiche legate al welfare.

Promuovere la crescita

“La credibilità della Fondazione è una componente cruciale del patrimonio che dovremo tutelare nei prossimi anni. Infatti, dall’800 a oggi, per promuovere la crescita dell’economia e soprattutto della società lombarda, si è costituita ed è arrivata a noi una dote, fatta di una cultura sociale e territoriale, ancora prima che da risorse economico-patrimoniali. La componente economico-patrimoniale, infatti, nel corso di molti anni, è stata tutelata e messa al servizio delle persone e del territorio con modalità che hanno generato un altro capitale, anch’esso di enorme valore. Questo secondo capitale è immateriale, consiste di reputazione e credibilità, che la Fondazione ha saputo sviluppare dal momento della propria costituzione, nel corso degli anni ’90, ed è stata in grado di consolidare e rinnovare negli anni successivi. Per essere in grado, a nostra volta, di conservare e rafforzare la credibilità della Fondazione Cariplo, è necessario riconoscere le ipotesi e la prassi da cui questo patrimonio immateriale emerge”.

Leggi anche:  BCC Milano al fianco di PoliHub

Fondazioni di Comunità

Emerge ancora una volta anche la fondamentale integrazione con le 16 Fondazioni di Comunità, fatte nascere da Fondazione Cariplo, come antenne e bracci filantropici operativi a livello locale, che hanno un radicamento nel territorio e una conoscenza puntuale dei problemi, capaci di aggregare risorse focalizzandole sulle reali esigenze, coinvolgendo gli enti non profit che operano nelle comunità nel trovare soluzioni e realizzare concretamente i progetti; particolare attenzione, da sempre, viene data alle istituzioni locali, perché “solo l’integrazione di risorse dei diversi soggetti pubblici e privati, e un’azione al confine tra responsabilità istituzionali e attività filantropica possono creare un valore che nessuna parte può generare senza il contributo dell’altra”.

Internazionalizzazione

Una visione che pone lo sguardo anche all’internazionalizzazione: nello sforzo costante di ricucire le distanze tra le parti della nostra comunità, lo sguardo a ciò che accade altrove può essere generativo, aprire pensieri inediti, permettere azioni nuove. “L’internazionalizzazione non può essere una moda o una rappresentazione astratta, ma deve costituire il perno di una ricerca costante di stimoli e di possibilità, che non si limiti al territorio in cui operiamo, ma tenga aperto lo sguardo a ciò che altre Fondazioni in Europa e nel mondo fanno o stanno per fare”, conclude Fosti.