Un patrimonio che racconta la storia del  Bel Paese (inteso come Italia). L’archivio storico della Galbani sarà recuperato e messo a disposizione dell’intera collettività.

Archivio Galbani recuperato

Trovato l’accordo tra la Lactalis, la multinazionale francese che ha acquistato lo storico caseificio lombardo, e il Comune di Melzo. Le due parti hanno sottoscritto una convenzione che prevede il recupero dell’intero archivio storico dell’azienda, conservato presso la sede di via Togliatti a Melzo, la catalogazione, la digitalizzazione e l’organizzazione per poterlo esporre al pubblico e metterlo i consultazione per tutti coloro che vorranno. Un patrimonio di valore storico non indifferente visto che racconta oltre un secolo di attività imprenditoriale, ma anche di usi e costumi degli italiani.

Migliaia di documenti a disposizione

Il Comune toglierà polvere e ragnatele agli scatoloni custoditi all’interno della Galbani. Si tratta di migliaia di fotografie, scritti, video, opuscoli e locandine che vanno dalla fine del 1800 sino agli anni Novanta. Per lo più stiamo parlando di materiale pubblicitario, come i caroselli che passavano alla televisione o le locandine affisse all’interno dei supermercati. Non mancano, però, anche la corrispondenza privata e scatti della vita quotidiana degli operai impegnati ai macchinari.

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La convenzione

L’accordo sottoscritto tra Lactalis e Comune durerà sino al 2031. L’ente si fa carico della gestione e della cura dell’intero archivio, a partire dalla catalogazione e digitalizzazione in maniera da organizzarlo per essere fruibile dal pubblico. Non a caso si è scelta la biblioteca di via Agnese Pasta come luogo ideale per ricevere e ospitare l’intero archivio. “La nostra intenzione è di organizzare mostre e allestire esposizioni affinché si possa condividere con l’intera città un patrimonio di Melzo e dell’intera nazione”, ha commentato l’assessore alla Cultura Morena Arfani. L’obiettivo sarebbe quello di preparare tutto il materiale in tempo per la prossima Fiera delle Palme, in modo da inaugurare la mostra proprio all’interno della festa che è celebrazione della storia contadina e produttiva della città.

L’articolo completo potete leggerlo sulle pagine della Gazzetta della Martesana in edicola questa settimana. 

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