Massimo Gandolfini, presidente del Comitato “Difendiamo i nostri figli” e organizzatore del Family day, domani, giovedì 13 giugno 2019, sarà al centro intergenerazionale per un incontro.

Massimo Gandolfini a Gorgonzola

Domani, giovedì 13 giugno 2015, Massimo Gandolfini sarà protagonista di un incontro al centro intergenerazionale di via Oberdan a Gorgonzola dalle 21. Il tema della serata sarà “La famiglia e la dottrina sociale della chiesa oggi: il compito del Family day”.

Condannato per diffamazione

Lunedì il Tribunale di Verona ha condannato Gandolfini, presidente del Comitato “Difendiamo i nostri figli” e organizzatore del Family day, a una multa di 40mila euro per aver diffamato l’Arcigay nel 2015 (quattro mesi di reclusione, convertiti in una sanzione pecuniaria di 30mila euro e a una provvisionale di 7mila per l’associazione e 3mila euro per l’allora presidente, Flavio Romani, più il pagamento delle spese processuali e il risarcimento del danno). I reati previsti dall’articolo 595 del Codice penale, comma 1 e 2, risalgono a quando, durante un intervento pubblico, Gandolfini sostenne che “tra le 58 identità di genere approvate da Arcigay e tra cui era possibile optare su Facebook per connotare il proprio profilo, vi fosse anche la pedofilia”, hanno spiegato dal Direttivo dell’associazione.

La denuncia di Arcigay

L’associazione aveva subito avviato il procedimento nei confronti del portavoce del Family day e lunedì i giudici hanno emesso la sentenza di condanna. “Pochi mesi fa il senatore leghista Simone Pillon veniva condannato a Perugia (1.500 euro di multa per diffamazione nei confronti del circolo gay Omphalos dopo alcune affermazioni con le quali aveva commentato, quando ancora non era parlamentare, una loro iniziativa nelle scuole, ndr), Gandolfini fa il bis a Verona – ha dichiarato Gabriele Piazzoni, segretario generale Arcigay – Questa condanna ci dice molto sulla modalità che i patron del Family day usano per affermare le proprie idee, cioè la diffamazione. Con molta soddisfazione diciamo nuovamente che giustizia è fatta e che continueremo a difendere in ogni sede la dignità e l’onorabilità delle persone lgbt”.

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Già annunciato il ricorso

Gandolfini ha già annunciato che ricorrerà in appello contro la sentenza, confidando che “le mie ragioni possano essere accolte nel prossimo grado di giustizia – ha detto – Ci interessa la tutela da ogni forma di colonizzazione ideologica, forme che potrebbero sfociare anche nella pedofilia”.

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