Mercatone Uno, fissata per il 15 novembre l’asta dei beni presenti in magazzino e nei punti vendita.

Mercatone Uno, l’asta

Il tribunale di Milano ha fissato per il 15 novembre l’asta per la vendita dei beni presenti nelle strutture di Mercatone Uno, ovvero ciò che è presente nei punti vendita di Caltignaga, Pombia e Trecte. Si trovano mobili, camerette, divani, ovviamente centinaia di elettrodomestici, ma anche accessori di arredo.

Collegandosi al sito fallimentoshernon.it si potrà aprire la vetrina virtuale che comprende, mobili, elettrodomestici, accessori d’arredamento e tutto quanto è ancora esposto nei punti vendita.

Le offerte sono vincolanti ed il ricavato servirà per pagare fornitori e clienti che hanno crediti in sospeso.

L’opposizione di Federconsumatori

Ma non mancano le polemiche. “La vicenda Mercatone Uno /Schernon, prosegue con risvolti inaccettabili per i clienti che a suo tempo, prima della chiusura e dell’avvio delle procedure fallimentari, fecero acquisti di prodotti per oltre 20.000 commesse e per nove milioni di euro di valore mai loro consegnati. E’ notizia di questi giorni, infatti, che il Curatore fallimentare
abbia stabilito di procedere alla messa in vendita all’asta di quanto giace nei magazzini delle varie sedi di Mercatone Uno”.

Leggi anche:  Mercatone Uno, "non dimenticate i consumatori beffati"

“Si tratta – spiega il responsabile di Federconsumatori Novara, Daniele Testaverde – di una decisione inaccettabile perché, di fatto, in questo modo si rendono vane tutte le azioni che abbiamo sin qui attuato per garantire la consegna dei beni a quanti hanno acquistato e pagato mobili mai consegnati; abbiamo anche tentato di parlare con il Curatore fallimentare, Avv. Russo che neppure si è degnato di dare riscontro alle istanze dei clienti inviate per nostro tramite con raccomandate. Federconsumatori, che in tutta Italia assiste centinaia di clienti Mercatone, si sta attivando attraverso la sua Presidenza nazionale affinchè si garantisca che tutte le parti coinvolte nella vicenda fallimentare trovino giusto ascolto e soprattutto corretta tutela dei propri diritti, compresi i clienti che hanno pagato l’acquisto di beni che non sono mai giunti in loro possesso”.