Non basta che da bambina sia stata deportata in un campo di concentramento nazista. Non basta quello che ha dovuto passare e che non ha mai potuto dimenticare (diventando anzi una preziosa divulgatrice degli orrori dell’Olocausto). Ora la senatrice a vita Liliana Segre, che già in media riceveva 200 fra insulti e minacce ogni giorno sul Web, deve far fronte a un pericolo per la sua incolumità tanto reale che la Prefettura di Milano ha disposto per lei la scorta. La sua figura era balzata agli onori delle cronache anche per via della recente istituzione di una commissione parlamentare per il contrasto alle intolleranze: negli ultimi giorni la 89enne era stata contestata anche da Forza Nuova fuori da un convegno rivolto agli studenti.

Necessaria scorta per Liliana Segre

Sarà accompagnata dai Carabinieri del Comando provinciale di Milano in ogni suo spostamento e soprattutto in ogni sua uscita pubblica. La decisione di assegnare la scorta Liliana Segre è stata disposta nel corso del comitato per la sicurezza e l’Ordine pubblico presieduto dal Prefetto Renato Saccone con i vertici milanesi delle forze dell’ordine, dopo le recenti minacce ricevute dalla senatrice a vita deportata nel gennaio del 1944 proprio dal binario 21 della Stazione Centrale al campo di concentramento di auschwitz-birkenau.

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L’ultima contestazione a Milano

Forza Nuova qualche giorno fa aveva esposto uno striscione a Milano poco lontano da dove Liliana Segre stava incontrando 500 studenti per raccontare la sua storia come fa instancabilmente da sempre. La misura si è resa necessaria dopo l’aumento esponenziale degli insulti e delle minacce arrivate via social network alla senatrice: una media di 200 messaggi al giorno, come lei stessa ha ammesso, incitanti all’odio razziale.

La commissione in Parlamento

Una campagna di violenza che in realtà sembra avere radici più lontane se già nel 2018 la Procura di Milano era arrivata ad aprire un fascicolo finito sul tavolo del Pool anti-terrorismo relativo proprio a quel tipo di minacce.

Pochi giorni fa il Senato aveva approvato la mozione Segre sull’istituzione di una Commissione straordinaria per il contrasto ai fenomeni dell’intolleranza, del razzismo e dell’antisemitismo, dell’istigazione all’odio, con l’astensione però dei senatori del centrodestra, che erano rimasti seduti senza applaudire anche quando i colleghi si erano alzati in piedi per omaggiare la collega sopravvissuta ad Auschwitz.

 

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