Il Comune di Fara non accetta più denaro contante per i pagamenti. Lo stop è scattato il primo del mese, ma sono stati concessi alcuni giorni di tolleranza, fino a martedì scorso. E’ una delle ultime conseguenze della guerra tra dipendenti e l’Amministrazione del sindacoArmando Pecis.

Pagamenti in contanti stop

Questa è stata la prima settimana con il nuovo indirizzo, che ha suscitato non poche perplessità tra i cittadini. Perdite di tempo, code doppie e un esborso in più per le spese fisse. In paese non si è visto nessun particolare avviso a riguardo, né è stata fatta parola nell’ultimo Consiglio comunale, infatti è apparso solo un trafiletto sul sito internet sotto la voce «Pagamenti in contanti sospesi».

Nessuna spiegazione

La comunicazione, fredda e scarna, non riporta motivazioni. Che però filtrano lo stesso: sono legate al taglio al fondo salario accessorio voluto dall’Amministrazione e alla mancata costituzione del fondo 2016, per cui era già stato sottoscritto un contratto a dicembre 2016 non rispettato. Quello divenuto oggetto di una recente sentenza del Giudice del lavoro.  I dipendenti che maneggiano valori, non avendo la garanzia del pagamento di tale indennità, hanno comunicato che non riscuoteranno più denaro in contanti fino a non si avrà certezza formale che i soldi ci sono.

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«Indennità elargita»

«Questa è una scelta dei dipendenti dell’ufficio anagrafe come risposta al mancato pagamento dell’indennità di maneggio denaro – ha confermato Pecis – In realtà questa indennità è stata elargita con il fondo 2016 e regolarmente pagata a chi di dovuto. Per l’anno 2017 invece non è stata ancora elargita perché la definizione del fondo è ancora oggetto di incontro tra le parti sindacali e il segretario. Tuttavia l’Amministrazione ha assicurato tramite lettera del segretario che verrà regolarmente pagata, come avvenuto negli anni successivi. Inoltre ha espresso tramite lettera a Protocollo firmata da me e dalla Giunta la propria contrarietà a tale presa di posizione che va contro non solo la volontà dell’Amministrazione, ma anche della cittadinanza che non può pagare in loco la somma dovuta con enorme perdita di tempo».

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