Palazzo Celesia inaugurato ieri pomeriggio alla presenza del vescovo Antonio Napolioni. Il prelato si è complimentato per l’edificio che ospita l’oratorio, definendolo “da re”, e lo ha ribattezzato il palazzo dei ragazzi auspicandone una grande presenza.

Palazzo Celesia accoglie il vescovo

Ieri pomeriggio alle 18 in oratorio è arrivato il vescovo, atteso per l’inaugurazione dopo i recenti restauri. Puntuale si è presentato a Palazzo Celesia e ad attenderlo ha trovato una folla, fatta di fedeli e tantissimi bambini. A fare gli onori di casa il parroco don Dennis Feudatari e il vicario don Luca Bosio. Presente anche il vicesindaco Elisabetta Nava con la Giunta, le associazioni che hanno sede nel palazzo, ma anche le suore adoratrici, il presidente della Bcc Adda e Cremasco Giorgio Merigo e i tecnici e progettisti del restauro pensato a step dal defunto don Alberto Pianazza. All’ingresso del vescovo musica, canti e anche tanta voglia di fare festa.

La storia dell’edificio

Don Feudatari ha voluto tracciare, in  sintesi, la storia dello splendido edificio, ereditato dalla parrocchia.

“Quando don Stefano Renzi lo ha comprato di tasca propria perché voleva diventasse l’oratorio maschile, vendendo una cascina – ha detto – Era abitato da molte famiglie che però pian piano lo hanno lasciato per cui oltre allo spazio oratorio, ha ospitato le associaioni che condividono con esso l’attenzione all’Uomo e all’attività formativa. Quelli che benediciamo oggi, infatti, sono i locali legati all’oratorio”. Poi è intervenuto anche il presidente della Bcc, che ha rimarcato la missione della banca sul territorio: “Siamo felici di aver donato la cucina e prestato l’attività di un nostro consigliere, l’architetto Angelo Manfredi“.

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“Lo chiameremo il palazzo dei ragazzi”

“Voi non avete un oratorio, ma il palazzo del re – ha affermato il vescovo – Invece io propongo questo nome: il palazzo dei ragazzi. E visto che Rivolta è sotto i riflettori perché a breve don Francesco Spinelli sarà santo, questo è il paese dei quasi santi, un bel cantiere… Per far sì che il palazzo dei ragazzi diventi il cantiere dei quasi santi tuttavia ci voglionno i sorrisi di tutti. Lasciate fuori di qui musi, manie, risentimenti…”. Dopo la benedizione tutti hanno visitato i locoali restaurati, restando a bocca aperta.

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