Pietre d’inciampo in memoria dei dieci ebrei deportati dalla città. Grazie alle ricerche è stata individuata l’abitazione dove vivevano.

Pietre d’inciampo a Cassano

Cassano d’Adda sarà il primo Comune dell’Adda – Martesana e della provincia milanese ad avere pietre d’inciampo per ricordare dieci deportati nel novembre 1943. Il progetto “Ricordi” portato avanti da Nicolas Ceruti sta proseguendo e, grazie alle sue ricerche, è stata individuata l’abitazione in cui vivevano i dieci prima di essere arrestati e deportati. Le pietre di inciampo sono nate da una iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig per depositare, nel tessuto urbanistico e sociale delle città europee una memoria diffusa dei cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti. Si tratta di incorporare, nel selciato stradale delle città, davanti alle ultime abitazioni delle vittime di deportazioni, dei blocchi in pietra ricoperti con una piastra di ottone sulla quale sono incisi il nome della persona, l’anno di nascita, la data, l’eventuale luogo di deportazione e il giorno della morte, se conosciuto.

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Un libro sulla loro storia

In occasione della Giornata della memoria verrà stampato un libro, un trattato documentale che ripercorrerà la storia della famiglia Morais-Luisada. Conterrà anche l’intervista a un’ottantenne che all’epoca aveva nove anni e che ha assistito all’arresto delle dieci persone, tra cui un bimbo di un anno. Il libro si intitolerà “Una memoria cassanese” e comprenderà tutte le testimonianze emerse durante il laboratorio di ricerca.

Tutti i dettagli, l’intervista al ricercatore e le immagini storiche di alcuni membri della famiglia in un servizio speciale di due pagine sulla Gazzetta dell’Adda in edicola e online da sabato 24 agosto 2019.

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