Posta in ritardo di nove mesi. A denunciarlo sono i sindacati di base che hanno indetto uno sciopero nazionale  del settore per il 25 maggio.

Posta in ritardo

“Inaspettatamente martedì  è apparsa da smistare la corrispondenza in ingresso proveniente dai Paesi del centro – sud America, con timbri di spedizione risalenti a settembre e ottobre 2017 – sostengono i sindacati di base in un comunicato – Ciò significa dunque, che al netto di ulteriori disservizi, milioni di cittadini riceveranno la propria attesa corrispondenza con un “minimo” di 9 mesi di  ritardo”.

Le precedenti denunce

A inizio anno, i Cobas avevano segnalato la presenza nel Centro di smistamento di Peschiera di 1.500 tonnellate di corrispondenza. I sindacati pertanto sostengono che le cause dei disservizi sono legate a due problemi: la cronica carenza del personale e la disorganizzazione interna.

Lo sciopero

Con lo sciopero del 25 maggio quindi, i rappresentanti dei lavoratori chiederanno l’assunzione stabile dei precari, per coprire la carenza di organico, e il ripristino del servizio postale giornaliero (e non a giorni alterni). In preparazione a tale iniziativa infine, sabato pomeriggio si terrà un’assemblea dei lavoratori delle Poste.

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