Prolungamento metro Lilla, ok unanime del Consiglio comunale. Approvato l’accordo per il finanziamento e la realizzazione della M5, che arriverà fino a Monza, passando per Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo.

Prolungamento metro: Sesto c’è

E’ passata all’unanimità, con i voti dei consiglieri di maggioranza e opposizione, la delibera di approvazione del finanziamento per il progetto di prolungamento della M5, ora ferma a Milano Bignami. Ieri sera, mercoledì, il Consiglio comunale di Sesto San Giovanni ha dato il via libera. “Il Comune si impegna per ben 4,5 milioni di euro, che con i 7,5 milioni per il prolungamento della M1 da Sesto Fs a Monza/Bettola vede l’Ente impegnato con ben 12 milioni per il potenziamento della mobilità sostenibile – ha dichiarato a caldo l’assessore alla Mobilità Antonio Lamiranda – Al termine dei lavori, il territorio di Sesto avrà ben sei fermate della metropolitana (quattro sulla Rossa e due Lilla), senza contare quella di Bignami, che abbiamo chiesto di rinominare ‘Bignami-Carroponte’, data la vicinanza con la struttura di via Granelli dedicata ai concerti”.

Cosa prevede il progetto

Nei 4,5 milioni di euro già previsti (e che saranno recuperati tramite l’apertura di un mutuo) ci sono anche i 150mila euro necessari al cofinanziamento del secondo troncone della M5, che (dopo Bignami) punterà verso Bresso e Cusano Milanino. Il costo dell’intero prolungamento è pari a 1,265 miliardi di euro. Novecento milioni sono stati stanziati dallo Stato, 283 da Regione Lombardia. Poi – a scendere, in base all’impatto, ai chilometri e alle stazioni che ricadranno sui territori – ci saranno Milano (37 milioni), Monza (27), Cinisello Balsamo (13) e Sesto San Giovanni, con 4,5 milioni. Il cosiddetto “emendamento Buffagni”, dal nome del sottosegretario pentastellato alla Presidenza del Consiglio (residente a Bresso) che ha voluto l’inserimento del secondo troncone della Lilla verso Cusano Milanino, avrebbe un costo per ora stimato pari a 15 milioni. Ma si tratta di una stima provvisoria, visto che si è ancora nella fase embrionale della progettazione.

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La tabella di marcia

Si ragiona, invece, con maggiore sicurezza per quanto riguarda il tracciato principale che punterà dritto al “cuore” della Brianza. Da attuale cronoprogramma, ci vorranno sette anni (2028) per vedere inaugurata l’intera tratta che arriverà al Polo istituzionale di Monza: un anno di progettazione definitiva, un anno per il lancio e l’assegnazione della gara d’appalto europea e altri cinque per il cantiere vero e proprio. Questa tabella di marcia, però, sembra già oggi sicuro che non potrà non scontrarsi con degli slittamenti, legati – ad esempio – a ipotizzati ritrovamenti archeologici durante gli scavi nel centro (e sotto il Duomo) di Monza. A scattare per primo sarà il finanziamento statale, da 900 milioni di euro. A seguire toccherà a quello della Regione, per poi passare agli stanziamenti di Monza e Cinisello. I 4,5 milioni di euro a carico di Sesto dovrebbero essere spesi e investiti a partire dal 2022.
C’è poi il fronte legato ai nomi delle future stazioni. L’Amministrazione comunale ha chiesto che per quella di Bignami possa aggiungersi la dicitura “Carroponte”. Per la futura fermata Gorki-Testi, è stata avanzata l’ipotesi che possa chiamarsi “Parco Nord”. Quest’ultima sorgerà a ridosso della Multimedica. Proseguendo verso Nord, i convogli della Lilla toccheranno la fermata Rondinella-Crocetta (con un bacino di 15mila abitanti sarà la maggiore fermata di tutta la metro), per entrare poi in Cinisello (con lo scalo su viale Lincoln) e puntare verso l’hub di Monza Bettola, nel centro commerciale in costruzione sulla Valassina.  Qui sorgerà anche il nuovo capolinea della M1.