Pro Vita, “Cartelli omofobi”, i Sentinelli di Milano chiedono la rimozione. L’associazione contro la campagna della onlus che attacca le famiglie arcobaleno.

“Cartelli omofobi”, i Sentinelli di Milano chiedono la rimozione

Il cartello che in settimana ha fatto molto discutere a Cernusco è comparso anche a Milano, non solo affisso sugli spazi dedicati alla pubblcità, ma anche sui camioncini a vela, fatti apposta per la réclame itinerante. Due uomini, un bambino che piange, messo dentro un carrello della spesa e con stampato sul petto un codice a barre. “Due uomini non fanno una madre, stop utero in affitto”, cita lo slogan. Sotto, la firma dell’ideatore, il comitato ProVita che ha distribuito i manifesti.

A Roma il sindaco ne ordina la rimozione

Cartelli che hanno sollevato durissime polemiche e contestazioni, tanto che il sindaco di Roma Virginia Raggi ha chiesto agli uffici competenti di rimuovere i cartelloni ritenuti omofobi. Un manifesto, per il Campidoglio, che “viola le prescrizioni previste dal regolamento sulle pubbliche affissioni: esposizioni pubblicitarie dal contenuto lesivo del rispetto di diritti e libertà individuali sono vietate”. Secondo il sindaco della capitale, “la strumentalizzazione di un bambino e di una coppia omosessuale nell’immagine del manifesto offende tutti i cittadini”.

La protesta dei Sentinelli contro Provita

Sulla questione sono intervenuti anche i Sentinelli di Milano che, come riportato dai colleghi del Giornale dei Navigli, stanno conducendo una battaglia affinché anche il sindaco di Milano (e chiunque abbia esposti nella propria città i manifesti) possa seguire l’esempio romano. “Accogliamo con favore la decisione della sindaca Raggi di vietare le affissioni, e di togliere quelle già posizionate, dell’orribile pubblicità omofoba promossa da ProVita, lesiva non solo delle persone omosessuali ma di tutte le persone minimamente civili – dichiara il portavoce dei Sentinelli di Milano, Luca Paladini –. Ci auguriamo che altre città, a partire da Milano dove siamo nati come Sentinelli, ne seguano l’esempio”. Paladini ci tiene a mettere in evidenza “un clima di odio alimentato ad arte. Rimuovere e vietare espressioni del genere è un segnale importante che va nella direzione opposta. Noi – assicura il portavoce del gruppo – continueremo a batterci affinché si realizzi una società a #intolleranzazero”.

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