Ricetta scritta a mano. Il Ministero vuole che i medici scrivano meglio. Ma il consigliere regionale e medico Marco Mariani “Ormai facciamo tutto al pc”

Ricetta scritta a mano: il Ministero vuole che i medici scrivano meglio

Quante volte vi siete imbattuti in una ricetta medica dove, a causa della calligrafia complicata, non siete riusciti a decifrare la posologia o addirittura il farmaco da acquistare in farmacia? Probabilmente un episodio del genere è capitato a tutti, una o più volte.

Il problema ce l’ha ben presente anche il Ministero della Salute che, a metà dicembre, ha diffuso un documento dove sostanzialmente chiede ai medici e a tutti gli operatori della sanità italiana di scrivere in maniera più chiara e leggibile.

Lo scopo è ovviamente quello di ridurre gli errori in cui si può accidentalmente incorrere nella somministrazione dei farmaci ai pazienti, proprio a causa delle incomprensioni dovute a copiatura, lettura o scrittura.

Di indicazioni, nel documento, ce ne sono parecchie. Tra queste ad esempio l‘invito ad utilizzare lo stampatello, ad evitare abbreviazioni, sigle, simboli, prediligendo invece le parole corrispondenti complete.

L’elenco completo

Ecco l’elenco completo delle buone prassi da adottare nella compilazione di una ricetta da parte degli operatori sanitari:

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QUI INVECE IL DOCUMENTO COMPLETO DEL MINISTERO

Mariani: “Ormai scriviamo tutto al pc”

“Ma se ormai scriviamo tutto al computer?” ha esordito il medico e Consigliere regionale, Marco Mariani che abbiamo chiamato per un commento.

“Il 90% di quello che si scrive oggi passa direttamente dal pc quindi non ci sono possibilità di errore. Certo esistono ancora rari casi di ricette bianche scritte a mano, ma nella maggior parte dei casi la prassi è il computer”.

“La leggenda comunque è vera: i medici hanno sempre avuto una calligrafia difficile. Comprensibile spesso solo tra addetti ai lavori e dovuta alla enorme quantità di ricette da compilare. Personalmente, quando ancora tutto si scriveva a penna, ho sempre ovviato il problema chiedendo ai pazienti di passare a ritirare le ricette il giorno seguente”.

“Oggi non c’è più bisogno perché la tecnologia da questo punto di vista ci ha agevolato. Io onestamente mi auguro che in tempi brevi non ci sia più nemmeno la carta ma che si possa trasferire tutto sulla tessera sanitaria del paziente”.