Riqualificazione metropolitana. Città metropolitana rassicura: “Il progetto si farà”. Da Milano fanno sapere che le stazioni della Mm2 saranno sistemate.

Riqualificazione metropolitana, il progetto si farà

L’emendamento al decreto Milleproroghe che stoppava una serie di progetti (96 in totale) rinviandoli al 2020, ha creato scompiglio in Martesana. Tra gli interventi che si ipotizzava potessero essere bloccati anche la tanto attesa riqualificazione delle stazioni della metropolitana. Tanto che numerosi amministratori locali avevano fatto sentire la propria voce con fermezza.

“Anche Vimodrone dovrà aspettare – ha scritto il sindaco Dario Veneroni -Sembrava già fatto. 4 progetti finanziati. Invece. Grazie al governo Lega e 5 Stelle. I Vimodronesi vi ringraziano. Queste sono le azioni incomprensibili ai più”

 

“Ieri il Governo ha bloccato opere per 2,1 miliardi che dovevano finanziare i progetti del Piano Periferie, che avevano convenzioni già sottoscritte nel 2017, (nella Martesana dovremo almeno per ora rinunciare ai lavori di abbattimento barriere architettoniche sulle stazioni della M2) – è stato l’intervento di Serena Righini, assessore di Gorgonzola – Qui niente analisi costi/benefici? Qui quale sarebbe la ragione politica che supera la scienza? Qui quale lobby o potere oscuro si voleva colpire?”

L’intervento di Città metropolitana

Sulla questione è intervenuta oggi anche Città metropolitana, che ha voluto rassicurare i cittadini.

“Il Bando Periferie 2016-2017 ha rappresentato il primo intervento di carattere strutturale sulle periferie italiane, grazie al quale a 120 Comuni e Città metropolitane sono stati garantiti fondi per intervenire in situazioni profondamente colpite da degrado urbano e disagio sociale attraverso una modalità di gestione partecipata e vicina alle comunità locali – hanno fatto sapere da Milano – La Città metropolitana di Milano sta realizzando, grazie a tali risorse, oltre cinquanta interventi su 30 Comuni per circa 50 milioni di euro di investimenti e nell’auspicata prospettiva di rifinanziamento, sta predisponendo nuovi progetti in cooperazione con i suoi 134 Comuni. L’emendamento al Decreto Milleproroghe votato in Senato non incide sugli interventi in corso di realizzazione”.

Due blocchi

“Le risorse sono state assegnate a Comuni e Città metropolitane in due blocchi: il primo di 24 beneficiari, tra cui Città metropolitana di Milano, con un Decreto della fine del 2016, e il secondo, dei restanti 96 con un successivo Decreto del maggio 2017 – hanno aggiunto – L’emendamento riguarda il differimento di due anni delle Convenzioni del secondo blocco e pertanto la Città metropolitana di Milano non è coinvolta. Ciò nondimeno non si può fare a meno di constatare che, l’atto compromette la tempestiva realizzazione di altri 96 beneficiari e rischia di archiviare la virtuosa strada imboccata per affrontare la questione delle periferie urbane attraverso un modello di intervento che ha dato prova di efficienza, tempestività e cooperazione tra i livelli centrali e locali, nella risposta a una questione sulla quale è necessario ancora grande impegno istituzionale. In tale prospettiva il nostro auspicio non può che essere che vi sia un ripensamento da parte del Governo rispetto alle decisioni assunte”.

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Le polemiche politiche

Non si placano, ad ogni modo, le polemiche politiche.  Sì, perché l’emendamento è stato votato anche dai senatori del Pd. Lo stesso Pd che poi ha aspramente contestato il provvedimento. Intanto il Movimento 5 stelle rassicura: “Con un nostro emendamento nel Decreto Milleproroghe abbiamo liberato un miliardo per gli investimenti dei comuni, invertendo la rotta rispetto ai disastri del Pd. I vincoli di bilancio imposti dal Pd in questi anni hanno infatti impedito ai sindaci di utilizzare gli avanzi di amministrazione accumulati negli esercizi precedenti. È ridicolo che gli attacchi a un provvedimento che ridà finalmente respiro agli Enti locali provengano proprio da chi ha attuato queste scellerate politiche di austerità”.

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