Salvini e vaccinazioni: “Dieci vaccini obbligatori sono inutili e talvolta dannosi” la bufera è servita. Un polemica iniziata per altro da Lecco perchè il primo a proporre una modifica della legge Lorenzin è stato proprio il senatore leghista lecchese ed ex sindaco di Calolzio Paolo Arrigoni (clicca qui per leggere tutti gli articoli)

Salvini e vaccinazioni

Il Ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini, in seguito alla dichiarazione sulle vaccinazioni “Dieci vaccini obbligatori sono inutili e talvolta dannosi”, ha scatenato una bufera politica e mediatica. La comunità scientifica appare pressoché compatta nel definire pericolosa questa deriva, i compagni di governo pentastellati insorgono attraverso il ministro della Salute, Giulia Grillo che tuona: “I vaccini sono un fondamentale strumento di prevenzione sanitaria primaria”. A farle eco un esercito di medici lombardi, fra cui l’onorevole Fabiola Bologna, medico neurologo di Bergamo, deputato alla Camera del Movimento 5 stelle, componente della Commissione Affari Sociali.

Il Movimento è a favore delle vaccinazioni

“La storia della medicina ci insegna che grazie ai vaccini sono state salvate intere generazioni di cittadini, per chi vuole approfondire anche in poco tempo può andare a guardarsi immagini del passato di uomini invalidi dopo la poliomielite, bambini deceduti a seguito della difterite, tetano e così via, gli archivi scientifici sono pieni di questi report che non lasciano spazio ad inutili discussioni – esordisce il medico che ha lavorato anche presso gli ospedali di Lecco e di Biella – La letteratura scientifica ci conferma che i vaccini sono indispensabili per tutelare la Salute dei cittadini, riducendo la mortalità e la morbilità delle malattie infettive. La scienza medica richiede anni di studio e di ricerche, sacrifici che sono ripagati dal raggiungimento dell’obiettivo salute dei nostri cittadini”.

Queste le dichiarazioni della Bologna che conferma la spaccatura all’interno del governo sul tema: il Movimento è a favore delle vaccinazioni.

Fioriscono meme

Nel frattempo sul web fioriscono meme, di cui Salvini è l’eterno protagonista. In questo caso l’oggetto dell’ironia sono le presunte competenze cliniche del vice premier. La deputata Pd Alessia Moranipubblica un fotomontaggio di Salvini in camice bianco e commenta: Il dott. House #Salvini riceve su appuntamento tra una diretta Facebook e l’altra per impartire consigli sulle #vaccinazioni Il dott. #Salvini è esperto in medicina preventiva avendo superato con successo l’esame delle urine #salvinata. Anche Maria Elena Boschi Twitta: La #salvinata del giorno è sui . Speriamo finisca presto la campagna elettorale. Noi stiamo dalla parte della scienza e dei fatti.

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La sfida di Burioni

“Dieci vaccini non sono inutili e tantomeno dannosi. Questa è una bugia pericolosissima”. Questa la risposta del noto immunologo Roberto Burioni, da sempre in prima fila per la divulgazione scientifica, in cui rivendica la legittimità delle competenze e dal suo profilo Facebook rilancia all’indirizzo di Salvini: “Lo sfido pubblicamente a indicare quali dei 10 vaccini sono ‘assolutamente superflui’, indicando la bibliografia che supporta le sue affermazioni”.

Se Salvini rilancia citando Paolo Bellavite, medico e autore del volume ‘Vaccini sì, obblighi no”, i supporter del neo Ministro dell’Interno ribattono a Burioni, rigorosamente a mezzo social, circa la bontà della possibile abolizione dei 10 vaccini obbligatori.

Il padre della bambina morta di meningite

In questa cornice convulsa si inscrivono le dichiarazioni del padre di una bambina di 6 anni morta di meningite a Rozzano, lo scorso novembre. Il genitore ha deciso di denunciare soltanto ora quanto accaduto ai microfoni della trasmissione di Rete 4 Stasera Italia. Straziante l’appello in diretta che l’uomo rivolge a Salvini: “Vorrei metterti al mio posto a raccontare di tuo figlio e poi vediamo se dici ancora che i vaccini non servono a niente”. I genitori della piccola avevano dovuto rimandare la vaccinazione perché la bambina aveva qualche linea di febbre, quindi non si è trattato di un volontario rifiuto della vaccinazione come accade in molti casi; piuttosto di cause di forze maggiore che si sono trasformate in una tragedia. Il padre, sempre rivolgendosi al vice premier ha dichiarato: ““Non deve decidere il genitore, i vaccini devono essere obbligatori”.