Anche quest’anno la Staffetta Milano-Brescia-Bolgona ha attraversato la Martesana per tenere vivo il ricordo di anni in cui le istituzioni sono state sotto attacco da parte del terrorismo di matrice politica.

Staffetta Milano-Brescia-Bologna 35esima edizione

Per il il 35esimo anno consecutivo è stata organizzata la manifestazione che vede coinvolti i familiari delle vittime, le Forze dell’ordine, l’associazione Agap, i Comuni attraversati dalla staffetta e i loro sodalizi. Ieri, martedì 30 luglio, il corteo ha sfilato lungo le strade della Martesana toccando Peschiera Borromeo, Pantigliate, Settala, Liscate e infine spostandosi verso Paullo. Uomini e donne in bici o a piedi che hanno portato che si sono fatti ambasciatori della memoria. Affinché gli Anni di piombo non siano dimenticati, così come i gesti compiuti in quegli anni dai terroristi che portarono alla morte di un centinaio di feriti. Milano (attentato in piazza Fontana, 12 dicembre 1969, 17 morti), Brescia (attentato in piazza della Loggia, 28 maggio 1974, 8 morti) e Bologna (strage nella stazione ferroviaria, 2 agosto 1980, 85 vittime) sono le città accomunate dai terribili episodi, ma la sensibilità e l’attenzione deve essere portata in tutto il Paese e questa è la missione della Staffetta.

Appuntamento a Liscate

Una missione che è stata recepita dal Comune di Liscate che, per l’ottavo anno consecutivo, ha scelto di ospitare gli staffettisti organizzando un momento di rinfresco, di convivialità e di riflessione. I protagonisti della marcia sono arrivati in piazza San Francesco intorno alle 19, scortati dalle associazioni locali quali il gruppo podistico Dromas, la Protezione civile e l’Associazione nazionale carabinieri. Insieme a loro la Giunta al gran completo.

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“Non far calare la memoria”

“Oggi siamo qui a non far calare la memoria e l’attenzione perché purtroppo ci sono ancora troppe persone che nelle parole, nei pensieri e nei metodi si rivelano senza scrupoli, senza il rispetto degli altri e dell’umanità – ha commentato il sindaco Lorenzo Fucci – Oggi si respira ancora e sempre più quel pensiero unico che ha fatto proliferare gli autoritarismi, che ha soffiato sulle paure delle persone per poterle controllare mediaticamente, influenzandole nelle scelte che spessi si sono riscontrate pregne di egoismo, individualismo e nazionalismo”.

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